Arrestato di nuovo lo stalker che pedina la pallavolista Orro

MONZA. Un'ossessione che dura da quattro anni, follia lucida di un uomo che ha preso di mira una giovane atleta con costanti persecuzioni. Pedinamenti sfociati in ripetute denunce che, nelle scorse...
MONZA. Un'ossessione che dura da quattro anni, follia lucida di un uomo che ha preso di mira una giovane atleta con costanti persecuzioni. Pedinamenti sfociati in ripetute denunce che, nelle scorse ore, lo hanno riportato in carcere per stalking per la seconda volta, appena conclusa la prima condanna per lo stesso reato. È questa la vicenda che vede suo malgrado protagonista Alessia Orro, 23enne pallavolista della nazionale italiana e membro della «Vero Volley» di Monza, e il suo stalker, Angelo Persico, 55enne di Novara, che dal 2018 non la lascia in pace. Nei giorni scorsi è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di stalking nei confronti dell'atleta, dopo aver patteggiato un anno e otto mesi per il medesimo reato solo tre anni fa. È stato bloccato per l'ennesima volta perché stava pedinando Alessia Orro mentre lei entrava nel palazzetto dello sport «Arena di Monza» per gli allenamenti. I militari lo hanno incastrato grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza e la targa della sua auto. Su di lui era già scattata l'attenzione dopo l'ennesima denuncia della giovane. Ora l'uomo dovrà nuovamente comparire in Tribunale per rispondere di nuovi e continuati atti persecutori nei confronti della stessa donna. Questo perché nel 2019 era già stato arrestato per molestie alla pallavolista, quando lei era nel team Yamamay di Busto Arsizio (Varese), oltre ad aver già subito due procedimenti precedenti per atti persecutori nei confronti di altre donne, al termine di una lista lunghissima di messaggi via social, appostamenti e persino pedinamenti fino in trasferta all'estero.
Lei, che già dopo il primo arresto aveva voluto lanciare un messaggio, è tornata a farlo tramite la sua pagina Facebook, invitando le vittime di stalking a denunciare, ad essere «coraggiosi, perché io in prima persona so benissimo quanto possa essere difficile», ma che affrontarlo da soli «sarebbe ancora più difficile», seppur sia stato «doloroso riaprire una vecchia ferita». Poi ha ricordato come «la violenza, in qualsiasi forma essa sia, non va assolutamente sottovalutata», e grazie alla sua visibilità «aiutare tutte le persone che hanno passato o stanno passando questo momento difficile come è successo a me in passato e in questo ultimo periodo».

