Arrigoni: sarei felice di restare a Teramo ma serve un progetto

Il centrocampista: «Parlare di futuro non ha senso, prima c’è bisogno di risolvere i problemi in società»
TERAMO. Stamani, dopo l'ultimo allenamento della stagione, scatta il rompete le righe in casa Teramo. Le attenzioni si spostano sul futuro e sulle questioni societarie da risolvere al più presto. Si resta in attesa di novità dalla trattativa con l'imprenditore siciliano Giuseppe Spinelli, intenzionato a portare avanti la volontà di entrare nel club presentando la sua offerta al tribunale di Roma (che ha il controllo del Teramo e delle quote di maggioranza, pari al 60%). Fino a quando non verrà sciolto il rebus-società sono inevitabilmente congelati i programmi tecnici. Tra i vari giocatori della rosa con il contratto in scadenza il 30 giugno c'è il capitano Andrea Arrigoni. Il 33enne centrocampista (autore di 4 reti in 35 presenze) è stato uno dei protagonisti di questo campionato e della marcia che ha condotto il Diavolo alla salvezza. «E' stata una stagione dura», dichiara Arrigoni, «e siamo stati bravi noi a venirne fuori e a isolarci dai fattori extracampo. Ci sono stati momenti in cui la situazione era poco chiara e non si sapeva cosa poteva succedere. Dicembre è stato un mese difficile anche sul piano dei risultati. La compattezza del gruppo ha fatto la differenza e ci siamo concentrati sull'obiettivo della permanenza in C. Le cose sono migliorate nel girone di ritorno e nelle ultime dieci partite abbiamo completato lo sprint finale. Si poteva anche fare qualcosa in più ed entrare nei play off, ma questo non sminuisce ciò che di importante è stato fatto e dobbiamo tenercelo stretto. Gli attestati di stima nei miei confronti ? Fanno piacere», risponde il capitano, «e penso di essere riuscito a trasmettere il giusto e a far vedere all'esterno quel che sono come persona. Ho portato avanti il trend già buono della scorsa stagione, cancellando il mio primo anno, che non era andato bene. E' chiaro che è anche il lavoro della squadra a valorizzare il singolo. Il bilancio, pertanto, è positivo e c'è da essere orgogliosi. E' mancato il mio quinto gol (ride, ndc), ma segnare non è mai stato un assillo per me. Il rapporto con Guidi? Capire la sua idea di calcio mi ha migliorato ed è bello lavorare con lui. Spero di giocare ancora tanti anni perché mi sento bene». A proposito del suo futuro, però, Arrigoni sottolinea: «Sarei contentissimo di restare, ma non so quel che succederà ed è impossibile parlarne adesso. Appena verranno risolti i problemi societari se ne saprà di più. Questa piazza merita di trovare un progetto che le dia continuità e io spero di farne parte. I tifosi ci sono sempre stati vicini e ci hanno dato una mano enorme per conquistare la salvezza». Ieri sera, intanto, i giocatori e lo staff tecnico-dirigenziale si sono ritrovati all'hotel Abruzzi per la cena di fine anno. C'era, tra gli altri, anche l'ex presidente Massimo Chierchia, rimasto in carica fino a due mesi fa prima che il controllo del club venisse preso dal tribunale di Roma.
Gaetano Lombardino
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