Arriva il Giro d'Italia, l'Abruzzo si veste a festa

12 Maggio 2016

A Roccaraso il primo arrivo in salita dell'edizione 2016. Il teatino Ciccone è l’unico abruzzese in gara. Sciotti: «Un grande spot»

TERAMO. È tutto pronto, a Roccaraso, per l'arrivo del Giro d'Italia. L'Abruzzo riabbraccia oggi la Corsa Rosa dopo 1.098 giorni di attesa, cioè da quando l'australiano Adam Hansen vinse a Pescara la 7ª tappa del Giro 2013. L'ascesa verso l’Aremogna, primo traguardo in salita di questa edizione, metterà a dura prova le gambe dei pretendenti alla vittoria finale. La 6ª tappa, di 157 km con partenza da Ponte (in provincia di Benevento), vivrà le fasi decisive con il passaggio da Castel di Sangro e l'inizio della salita conclusiva (17 km, con una pendenza media del 4,8 per cento). La prima parte dell'ascesa è piuttosto ripida, con un tratto al 12 per cento; poi c'è un falsopiano alle porte di Roccaraso, prima di ricominciare a salire verso il rifugio dell’Aremogna (1.572 metri), ai -7 dal traguardo, con pendenze tra il 4 e il 7 per cento. L'ultimo chilometro, al 7 per cento, prevede un rettilineo conclusivo di 120 metri. La frazione, quindi, dovrebbe decidersi proprio sulle rampe finali tra le migliaia di appassionati che si posizioneranno ad aspettare i corridori fin dal mattino (l'arrivo è fissato intorno alle 17-17,30).

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Sarà un italiano a rionfare sulle strade dell'Alto Sangro, a 29 anni di distanza dal successo di Moreno Argentin? L'arrivo sembra adatto agli scattisti, ma di montagna. Da tenere d'occhio, pertanto, l'abilità degli spagnoli Valverde e Landa, della maglia rosa Dumoulin e del colombiano Chaves; non è da escludere un tentativo di Vincenzo Nibali, metre la sorpresa potrebbe essere il 21enne teatino Giulio Ciccone (unico abruzzese in gara), neo professionista della Bardiani Csf.

Una curiosità: anche quest'anno, per garantire la sicurezza sul percorso, la polizia stradale scorta il Giro con 40 operatori (di cui 26 motociclisti, 12 operatori in auto e 2 operatori a bordo di un'officina meccanica mobile).

L'unica squadra a rappresentare l'Abruzzo è la Nippo Vini Fantini, invitata al Giro d'Italia per il secondo anno consecutivo tramite wild card. Il patron della formazione italo-giapponese (categoria Professional), Valentino Sciotti, racconta a il Centro l'emozione di partecipare alla corsa rosa.

Oggi si arriva in Abruzzo. Che tappa si aspetta di vedere a Roccaraso?

Ci sarà battaglia e, da abruzzese, c'è un'emozione speciale. La tappa potrebbe essere decisa con una fuga da lontano. In ogni caso mi auguro che possa vincere un big perché la location meriterebbe un vincitore all'altezza della situazione».

L'arrivo è adatto a qualche corridore della Nippo Vini Fantini ?

«L'obiettivo è di riuscire a entrare in una eventuale fuga in modo da poterci giocare qualche chance di vittoria. La squadra si sta comportando bene in queste prime tappe e la fiducia cresce di giorno in giorno».

Come lo vede Cunego?

«Molto bene. Cunego ha un bel passo e lo sta dimostrando. Insieme al ds Giuliani ha deciso di non pensare alla classifica generale e di puntare alle tappe e alla maglia azzurra (che indossa da martedì, ndc). Faccio il tifo per lui».

Qual è il vostro obiettivo?

«Riuscire a conquistare il premio Fair play per il secondo anno di fila sarebbe un risultato eccezionale. È un riconoscimento che rispecchia alla perfezione i valori etici del nostro team e ci teniamo parecchio a portarlo a casa».

Quanto è importante essere invitati al Giro dalla Rcs?

«Per una squadra come la nostra è una cosa fondamentale. Un evento del genere dà un'esposizione mediatica enorme e siamo fieri di esserci».

C'è un corridore della sua squadra sul quale punterebbe per il futuro?

«Abbiamo diversi giovani interessanti ma ne cito due, il bresciano Iuri Filosi e il rumeno Eduard Grosu».

Per l'Abruzzo cosa vuol dire ritrovare il Giro dopo tre anni di attesa?

«È importante sul piano della promozione turistica del territorio. C'è bisogno di ricreare feeling tra il ciclismo e la nostra regione. E poi c'è un giovane di belle speranze come Giulio Ciccone che può fare avvicinare di più gli abruzzesi a questo sport».

Gaetano Lombardino

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