Atletica anno zero: nessuna medaglia, futuro nella nebbia. Giomi: si è esaurita una generazione
L’atletica leggera italiana è in profonda crisi e alle Olimpiadi ha toccato il momento più basso degli ultimi 60 anni. Guardando la vigilia era abbastanza preventivabile. Con Tamberi out per...
L’atletica leggera italiana è in profonda crisi e alle Olimpiadi ha toccato il momento più basso degli ultimi 60 anni. Guardando la vigilia era abbastanza preventivabile. Con Tamberi out per infortunio e Schwazer buttato fuori dal mondo dello sport per otto anni, c’era ben poco da aspettarsi. Dopo le due medaglie di Pechino 2008 (entrambe dalla marcia), l’unica di Londra 2012 (triplo) si è arrivati alle zero di Rio. L’atletica italiana senza medaglie era un fatto che non accadeva dall’edizione di Melbourne ‘56. Il presidente Alfio Giomi (foto) torna dal Brasile con tante ferite da sanare e con un quarto posto della marciatrice Palmisano: il settore della marcia, comunque, è completamente da rifondare. Lo stesso presidente cerca di dare una spiegazione. «Quello che sembra a me, è che a Rio un’intera generazione abbia concluso il proprio percorso. Siamo arrivati qui sapendo che c’è una nuova leva di atleti che cresce bene, alcuni dei quali sono stati già capaci di centrare la convocazione in azzurro», ha detto Giomi che alla domanda se il direttore tecnico Magnani resterà, ha così risposto: «Tra due mesi avremo le elezioni, non so nemmeno se ci sarò ancora io, figuriamoci se posso dire chi sarà il direttore tecnico. Quel che posso dire ora, è che Massimo Magnani ha goduto del nostro totale sostegno». (marco marangoni)

