Avezzano demolito e tifosi aggrediti Trasferta da incubo

A Pesaro seconda sconfitta, il presidente Paris furibondo Squadra in silenzio. Coi Nerostellati gara da ultima spiaggia
PESARO. Non arriva la prima vittoria stagionale dell’Avezzano, arriva piuttosto la seconda sconfitta su due trasferte per i marsicani. Che per diversi tratti del loro pomeriggio pesarese hanno sfoderato il loro profilo migliore che però si è dovuto scornare col peggiore degli avversari. Quella Vis Pesaro che per tre partite aveva solo vinto e, alla quarta, oltre a vincere ha anche estremamente convinto. Con una prestazione maiuscola infiocchettata per suffragare altri tre punti che elevano Pesaro ad un en plein di vittorie che mantiene i marchigiani nella vetta solitaria del girone.
L’Avezzano ha provato a fare il guastafeste e i presupposti sembravano anche quelli giusti. Con Giampaolo che, per rivitalizzare un attacco finora dalle polveri bagnate, cambia modulo apparecchiando un 4-3-3 con Branicki e Pellecchia ad abbassarsi sovente in versione trequartista. Da un lato la pericolosità aumenta, ma, per 87 minuti, Marfella non sarà chiamato a parate degne di tal nome e, viceversa, l’Avezzano finisce per liberare troppo spazio alle scorribande sulle fasce dei terzini vissini. Che si riveleranno un problematico apriscatole.
La prima mezz’ora è equilibrata e frizzante, ma le occasioni degne di nota si minimizzano in un’alternanza di tiri velleitari (Olcese e Baldazzi da un lato, Dos Santos e Pellecchia dall’altro) per un’equa spartizione di presenza territoriale. Poi la Vis sale alla distanza: prima Olcese reclama un fallo di rigore, poi Cacioli invoca un gol con un episodio in area che meriterebbe la goal-line technology sul salvataggio della difesa marsicana. Al terzo tentativo Buonocunto fa saltare il banco. Il trequartista pesarese capitalizza una sponda disegnando da fuori area un “arcobaleno” che batte imparabilmente Lombardi: 1-0 e l’impegno di Dos Santos e Pellecchia ad inseguire il pari non si monetizza, mentre sul fronte opposto Radi e Carta sfiorano il bis.
Nella ripresa si torna in campo sotto la pioggia e l’equilibrio è di nuovo spezzato quando Ficola affonda sulla fascia e disegna un cross perfetto per l’inserimento con colpo di testa vincente di Olcese. Il 2-0 è una mazzata che avvilisce i marsicani, Giampaolo prova a rinvigorirne l’autostima con le sostituzioni e viene parzialmente premiato dal gol di Acatullo. Che approfitta di una presa sfuggente di Marfella su cross di Pellecchia per appoggiare in rete dall’area piccola. Ma è l’88’ e la Vis serra le fila, contiene le sofferenze e vince. Solo altre due volte nella secolare storia del calcio pesarese, i biancorossi erano partiti vincendo quattro volte. Soddisfazione tangibile dell’allenatore pesarese Riolfo: «Dallo spirito, all’attenzione, dall’abnegazione all’autorità, abbiamo messo in campo tutto quello che poteva servire ad ottenere tre punti. Mi interessavano quelli; i record lasciamoli alla storia».
Negli spogliatoi del Benelli il presidente dell’Avezzano Gianni Paris, visibilmente contrariato dall’esito avverso della quarta partita stagionale, obbliga a bocche cucite a tutta la squadra. Mister Giampaolo in primis.
Trasferta da dimenticare in toto per la tifoseria avezzanese, vittima tra l’altro di un’aggressione ultrà ad un semaforo a poche centinaia di metri dall’arrivo allo stadio. Episodio sulla quale sta indagando la questura pesarese. Non a caso la tifoseria organizzata marsicana è riuscita a fare il suo ingresso al Benelli sono sul finire del primo tempo della partita.
Per ora la panchina di Giampaolo è salva. Ma il patron Paris ha fatto intendere che se domenica non si vince contro i Nerostellati di Pratola è pronta una mezza rivoluzione d’autunno. Nel mirino anche alcuni calciatori, come Branicki e Cerone.
Daniele Sacchi
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