Baroni manda in tilt Oddo Il Pescara in caduta libera

13 Marzo 2016

Terza sconfitta di fila: dai sogni di serie A al rischio di perdere la zona play off

PESCARA. Fischi sul Pescara sempre più in crisi, ormai infilatosi in un tunnel dal quale non si vede la luce. La terza sconfitta di fila ha fatto scivolare i biancazzurri al sesto posto in classifica. E se fino a qualche settimana fa l’obiettivo era quello di tentare l’aggancio al secondo posto, ovvero alla promozione diretta, adesso l’imperativo è conservare un posto nei play off. Sì, perché la squadra di Oddo è in caduta libera, senza l’ombra di un successo dal 30 gennaio scorso (3-1 al Bari in casa); da allora sette partite e appena tre punti conquistati. Ha perso nuovamente in casa, per la seconda volta di fila. E dopo Cosmi, con il Trapani, a fare festa è stato un altro ex Marco Baroni con il Novara al terzo successo di fila. Gli è bastato aspettare e sfruttare i soliti errori in fase difensiva del Pescara per consumare la vendetta dell’ex. Ancora insulti e fischi per il tecnico di origine fiorentina, all’Adriatico-Cornacchia, ma il suo calcio pratico ha avuto ragione su quel che resta della squadra che giocava il miglior calcio della serie B. I biancazzurri sono in crisi di identità e hanno perso la prova di forza (per il terzo posto) con il Novara, più tosto e solido, che non ha rubato nulla, capitalizzando gli errori che la sciagurata difesa di casa continua a commettere senza soluzione di continuità. E se dopo lo 0-1 il Pescara ha avuto la forza di reagire, trovando il pari con una prodezza di Caprari su punizione dal limite, la stessa cosa non si può dire quando il Novara ha segnato l’1-2 con Evacuo. La squadra di Oddo si è sgonfiata, non è riuscita a produrre gioco. E’ andata in confusione, si è smarrita. Ha sfiorato il 2-2, ma lo ha fatto più con la forza dei nervi che con le certezze del gioco che hanno accompagnato i sogni di gloria del popolo biancazzurro.

E’ il momento più difficile della gestione Oddo. E proprio il tecnico dovrà trovare le soluzioni per rimettere in piedi una squadra fragile sul piano caratteriale. Che continua a commettere svarioni nelle retrovie. E’ inspiegabile, dopo la cinquina di Vercelli, continuare a prendere gol sugli sviluppi da calcio da fermo. Al Novara sono bastati 8’ per sbloccare il risultato: palla dalla bandierina a Dickmann, bel cross e Simone Corazza libero in mezzo all’area di rigore di colpire di testa e superare Fiorillo. Così come è grossolana la “dormita” di Mazzotta (e non solo) sulla rete dell’1-2 di Evacuo, al 7’ della ripresa. Diciassette gol subiti nelle ultime otto partite. Tantissimi.

In mezzo alle due reti dei piemontesi (imbattuti all’Adriatico-Cornacchia da 40 anni) un buon Pescara che ha avuto la forza per reagire: per invocare un rigore (contatto Lapadula-Da Costa in area), al 10’, per esaltare il portiere avversario con una respinta con i piedi su Benali, al 14’, e per trovare la rete dell’1-1 grazie a una prodezza su punizione di Gianluca Caprari al 28’. Addirittura palo di Torreira al 36’. Un buon primo tempo, una prova di carattere apprezzabile per una squadra in serie negativa. Ma una disattenzione difensiva la riesci a metabolizzare, due no. Non questo Pescara che si sta aggrappando all’orgoglio e al carattere più che alla brillantezza e all’efficacia di un certo tipo di calcio che l’aveva portato a sognare la serie A. I problemi partono dalla difesa e un po’ alla volta hanno inficiato gli altri reparti. Hanno fatto crollare le certezze. Hanno mandato in tilt la squadra sul piano mentale.

Ieri si è fatto male anche Coda. Anzi si è rifatto male. Era il rinforzo invernale per una difesa che da mesi denunciava amnesie. Tante scelte azzeccate dalla società e dall’allenatore la scorsa estate; una clamorosamente fallita a gennaio, probabilmente la più facile.

Pescara sesto a quota 49, superato dal Novara, dal Cesena e dallo Spezia. Il redivivo Bari, nono in classifica, è ad appena due punti. E il rischio ora è proprio quello di trasformare i sogni in un incubo e di veder sfumare anche un posto nei play off dopo aver inseguito la serie A diretta. Arrestare la crisi è il primo passo per rialzarsi. Domenica (ore 17,30) altro esame, a Crotone.

@roccocoletti1

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