Bizzarri in affanno Fiorillo scalpita, è ora di cambiare

26 Gennaio 2017

Le ultime prestazioni dell’argentino non convincono Perché non puntare sul portiere pagato due milioni?

PESCARA. Porte girevoli. È giunta l’ora di cambiare? Forse, sarebbe il caso. Il Pescara è con un piede in serie B, dopo il ko con il Sassuolo. Squadra piatta, morale a terra, tensione alle stelle.

I biancazzurri sono a pezzi e devono provare ad invertire la rotta, anche se non sarà facile, per chiudere con dignità questa sciagurata stagione.

Zero vittorie sul campo, difesa colabrodo e record negativi collezionati da far arrossire. Le reti incassate dal Delfino sono 41 (secondo peggior ruolino dopo il Cagliari) e quelle realizzate 14 (solo l'Empoli con 12 ne ha meno all'attivo).

Massimo Oddo rimane al timone, come ha ribadito anche il presidente Seastiani, ma, forse, sarebbe il caso di dare spazio a qualche seconda linea, se così possiamo definirla. Il primo? Vincenzo Fiorillo. Sarebbe il caso di buttarlo nella mischia dato che negli ultimi tempi Bizzarri, che, comunque si è rivelato in passato portiere affidabile, è leggermente appannato. Il quasi 40enne estremo difensore argentino ha il contratto in scadenza a giugno, non è più un ragazzino e quasi sicuramente a fine stagione lascerà il Delfino. Perché non puntare su Vincenzo Fiorillo, classe 1990, di proprietà del club biancazzurro con un contratto ancora lungo. Il 26enne genovese, riscattato a giugno dalla Juventus per circa due milioni di euro, d’ora in poi deve giocarsi il posto con Bizzarri visto che il suo processo di maturazione è completato. «Chi verrà qui», disse il portiere ligure la scorsa estate subito dopo l’arrivo di Bizzarri, «dovrà sudarsi il posto». L’argentino, data la sua profonda esperienza, si è subito guadagnato la maglia da titolare, mentre l’ex juventino ha visto tutte le partite dalla panchina. Nessun minuto giocato in campionato, solo 90’ in coppa Italia, e adesso potrebbe arrivare il suo momento. Fiorillo non difende la porta del Pescara in campionato dal 9 giugno 2016, ovvero dalla finale play off a Trapani, che sancì la promozione in serie A dei biancazzurri.

In estate, dopo il riscatto dalla Juventus, il suo contratto è stato prolungato fino al 2019 e il club, con questo gesto, ha fatto capire di voler puntare sul portierone genovese, sbarcato in riva all’Adriatico nell’estate 2014, nonostante il pressing delle ultime settimane di alcune squadre cadette (il Trapani). Il Pescara anche in caso di serie B ripartirà da lui, come da tanti altri giocatori di proprietà, e, per questo motivo, ora bisogna mettere in mostra l’argenteria di famiglia. E questo è il momento migliore per farlo.

Sono tanti i giocatori di proprietà del Delfino che devono essere valorizzati in vista del prossimo campionato o del prossimo mercato, altrimenti con pochi minuti giocati e tanta panchina si rischia di svalutarne il valore.

Oltre a Vincenzo Fiorillo, infatti, ci sono i vari Francesco Zampano, Alessandro Crescenzi, Cristiano Biraghi, Gaston Brugman, Alexandru Mitrita, Valerio Verre, Ledian Memushaj, Ahmad Benali, Michele Fornasier e Davide Vitturini, che sono una buonissima base per il futur , senza dimenticare Coda e Bruno, che sono contrattualmente legati ai biancazzurri anche per la prossima stagione.

Il Pescara, infatti, ha già una buona intelaiatura e, in questo momento della stagione, deve rigenerare e valorizzare i tanti giocatori di proprietà. Specie per quanto riguarda i portieri e nel caso di Fiorillo, più minuti metterà nelle gambe e più acquisterà sicurezza e fiducia. Massimo Oddo, nonostante l’annata negativa, in passato ha dimostrato di aver coraggio. Bene, questo è il momento di dare spazio, come lo riterrà opportuno, a coloro che hanno avuto meno spazio e anche ad alcuni baby della Primavera, come Del Sole, Delli Carri e Maloku.

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