Bjarnason l’ottimista «Con questa squadra si può andare in A»

L’islandese è al quarto gol: «Ho rifiutato Empoli perché voglio vincere qui». Sebastiani: poco cattivi in attacco
PESCARA. La sua chioma bionda è inconfondibile, il suo italiano migliora, ma fa ancora sorridere quando si imbatte in qualche termine difficile da tradurre. Baroni, per tutta la gara, dalla panchina gli ha urlato: “Ampiezza, ampiezza”, lui ha annuito ogni volta, ma a fine partita sbotta: «Non capisco il significato di “ampiezza”», un cronista glielo spiega e giù risate. Birkir Bjarnason (nella foto) regala sorrisi e anche un punto prezioso al Pescara.
Il suo gol all’ultimo secondo ha portato al Delfino un pareggio d’oro, per come si erano messe le cose. «Siamo partititi bene», osserva il centrocampista islandese, «ma non siamo stati bravi e lucidi nell’ultimo passaggio. Nel secondo tempo siamo andati meno bene, invece, avendo molta difficoltà nel trovare lo spazio contro una squadra ben organizzata come il Cittadella». Bjarnason versione 2015 è totalmente diverso rispetto alla prima parte del campionato. «Pensate questo?», chiede perplesso ai cronisti. «Siete voi a dire che sembro un altro calciatore rispetto al passato, perché io sono sempre lo stesso. Nella prima parte del campionato ho sempre fatto bene, tranne in un paio di partite», dice il 27enne di Akureyri, che da quando ha deciso di rimanere a Pescara, rifiutando proposte dalla serie A, si è trasformato: «Non è vero che da quando ho deciso di restare sono cambiato. Adesso ho solo più occasioni di inserirmi in area di rigore e di rendermi pericoloso». Sul suo gol c’è stata qualche protesta del Cittadella per un sospetto fallo di mano, ma Birkir nega. «Non credo che io abbia toccato la palla con il braccio».
Il profumo della serie A gli manca, ma spiega il motivo della sua scelta di rimanere a Pescara. «Potevo andare all’Empoli, ma ho fatto delle valutazioni e ho preferito rimanere qui. C’è un bel gruppo e l’allenatore mi piace. Serie A? C’è tempo per tornare a giocare in quel campionato e voglio tornarci con il Pescara». Già da quest’anno? «Certo, possiamo farcela. Con un paio di risultati positivi si può tranquillamente tornare in zona play off. Questa squadra può andare in A». E Baroni punta sull’islandese che ieri ha realizzato il quarto gol personale. «Sono molto felice e dedico il gol di oggi (ieri, ndr) alla squadra».
Qualche responsabilità sul gol di Stanco è anche sua, ma Vincenzo Fiorillo non si sottrae alla critica: «Devo rivedere le immagini, ma è chiaro che dobbiamo migliorare», afferma il portiere genovese, tornato titolare a Bologna a causa dell’infortunio di Aresti. «Siamo felici perché fare gol a 5 secondi dalla fine è entusiasmante, ma, se andiamo a rivedere l’intera partita, non possiamo essere contenti. Dispiace, perché, specie nel primo tempo, abbiamo creato tante occasioni da gol».
Si è ripreso il posto da titolare, ma fino al 2 febbraio è stato vicinissimo all’addio. «Ho sentito tante cose sul mio conto, ma vi garantisco che non ho mai pensato di andare via. Sono stato fuori per un lungo infortunio e, quando sono rientrato, sono sempre rimasto al mio posto e ho aspettato il mio turno. Dispiace solo per Aresti che si è fatto male in un momento delicato».
Ha seguito metà della partita in tribuna stampa, insieme al questore Passamonti e al dirigente dell’under 21 Vincenzo Marinelli. «Per vincere le partite bisogna fare gol e noi contro il Cittadella siamo stati poco cattivi sotto porta», è il commento amaro del presidente Daniele Sebastiani: «Ci vuole più cattiveria in attacco». Il Pescara è ancora vicino alla zona calda, ma sta buttando all’aria troppi punti. «Siamo tutte lì, anche dietro corrono. La B è questa. Dobbiamo tenere alta la tensione. Il campionato si decide alla fine di marzo e non adesso. Dobbiamo continuare a lavorare cercando di non perdere punti importanti per strada».
Il presidente, poi, dice la sua sul mercato: «Rimpianti? No, questa è una squadra ben assortita e non ho rimpianti». La rosa ampia, però, potrebbe creare qualche problema. «Non credo», afferma, «anzi, deve essere un’opportunità. L'abbondanza è importante e i ragazzi devono capire che si va in campo in 11 e bisogna fare gruppo senza lamentarsi». L’ultima sulla cessione di Maniero: «Pippo era a scadenza e certe cifre per rinnovargli il contratto non potevamo permettercele. Sansovini, Pasquato e Pettinari sono giocatori importanti. Quindi, nessun rimpianto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

