Bonaccorsi: «Con Trullo poco feeling ma alla fine gli ho fatto vincere tutto»

27 Giugno 2019

RAPONE. Tra i tanti i protagonisti di quell’annata, non è possibile oggi non ricordare Claudio Bonaccorsi e Michele Martinelli: il primo fu semplicemente geniale in campo, l’altro talmente visionario...

RAPONE. Tra i tanti i protagonisti di quell’annata, non è possibile oggi non ricordare Claudio Bonaccorsi e Michele Martinelli: il primo fu semplicemente geniale in campo, l’altro talmente visionario da crederci fin dall’inizio. Bonaccorsi, soprannominato “Bomba” per le sue doti balistiche, abbracciò il progetto rosetano con convinzione, tanto da scendere in serie B direttamente dall’A1 della Scavolini Pesaro, per la prima volta in carriera. Ma la sua storia col Roseto, iniziò dalle spine: «Ricordo bene i tifosi sotto casa mia mentre cenavo con i miei genitori: avevamo perso le prime 4 di fila, e contestavano in strada. Nonostante me lo sconsigliassero, uscii a parlar coi tifosi, e devo dire che alla fine ci capimmo. I risultati poi ci diedero ragione, la domenica dopo ricominciammo a vincere e tutto tornò più tranquillo», ricorda Bonaccorsi, che non si tira indietro a ricordare l’altra spina di quell’annata: «Si perché Trullo dopo lo 0-4 mi fece partire dalla panchina, mettendo Coppo in quintetto. La presi malissimo, sembrava che quelle sconfitte fossero colpa mia, quando invece era solo un problema di amalgama, bisogna sempre ricordare che Busca arrivò in squadra solo a ridosso dell’inizio della stagione, e che quindi dovevamo rodarci». Da sesto uomo il Bomba si faceva comunque sentire: «Diciamo che sono stato lo stesso protagonista, perché ogni volta che entravo riuscivo a dare una svolta favorevole alla partita». Resta il fatto che i rapporti con Trullo furono sempre tesi: «Avevamo due idee diverse: io sono convinto di avergli fatto vincere il campionato, lui che la sua mossa di schierarmi da sesto uomo sia stata la mossa dell’anno. Diciamo che l’importante è che si vinse tutto». Per dirla tutta, si sono riavvicinati solo da qualche anno: «Ci siamo riabbracciati nell’estate del 2012, quando a Roseto organizzarono la “partita del cuore”. Oggi siamo ovviamente in contatto, anche per questioni legate alle nostre professioni», visto Bonaccorsi oggi fa il procuratore. «La storia d’amore con Roseto non finisce mai», conclude col sorriso Bonaccorsi, l’unico di quella squadra insieme a Busca che sarebbe ritornato a giocare a Roseto negli anni della A. Chi a quell’impresa ci credette per primo fu Martinelli: «Partimmo ad agosto che eravamo in B2, a giugno eravamo in A2 dopo aver vinto campionato e coppa Italia: non so quanti ci siano riusciti». (m.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.