Brugman: grande vittoria ma adesso vorrei giocare

4 Marzo 2015

L’uruguaiano in campo per 50’: «Mi alleno al massimo, ma vengono fatte altre scelte». Gessa: «Presi tre punti pesanti. Sansovini? E’ un bomber vero»

PESCARA. Non vedeva l’ora riprendersi il posto. Gaston Brugman ha sofferto molto negli ultimi mesi e la gioia di ieri sera è il giusto premio per i suoi sacrifici. A pochi minuti dalla fine del primo tempo, Baroni lo ha inserito al posto di Selasi cercando di dare ordine al centrocampo apparso in forte difficoltà. E lui ha ripagato la fiducia dell’allenatore. «Sono molto contento per il mio contributo. Baroni mi ha chiesto di velocizzare la manovra, ma non è stato facile. Il Crotone ci ha messo in seria difficoltà, è una squadra giovane che gioca bene e non merita di occupare l’ultimo posto in classifica. Siamo stati bravi a rimanere compatti. Così sono arrivati tre punti preziosi, anche se non è stata la nostra migliore partita. È la vittoria del gruppo. Quando siamo rimasti in dieci abbiamo stretto i denti riuscendo a conservare il vantaggio. Ora bisogna continuare su questa strada».

Il giovane uruguaiano spera di tornare presto protagonista. Intanto, sabato avrà la chance di partire dall’inizio, dal momento che Memushaj verrà squalificato. «Me lo auguro. Mi manca la continuità per dimostrare che sono ancora quello dell’anno scorso. Non lo nascondo, un po’ di difficoltà ci sono. In questo momento, anche se mi alleno al 100% il mister sta scegliendo altri giocatori. Tuttavia, il mio compito è di continuare a lavorare al massimo per convincerlo».

Sabato incrocerà Pasquale Marino che l’anno scorso lo ha lanciato nel ruolo di play maker. «Sarà un piacere rivederlo, è una bella persona e un grande allenatore. Purtroppo la sua esperienza è terminata con l’esonero. Resto legato a lui, ma in campo i rapporti affettivi devono essere messi da parte. Dobbiamo batterlo a tutti i costi».

Dopo un periodo negativo, il Pescara ha accelerato cogliendo la terza vittoria consecutiva. Ora i play off sono più che mai un obiettivo raggiungibile. «Ci siamo svegliati, la brutta sconfitta di Latina è stata utile per darci una scossa. Lì avevamo toccato il fondo, ma poi siamo stati bravi a reagire e i risultati sono sotto gli occhi di tutti».

Infine, l’elogio a Marco Sansovini. «È entrato bene in un gruppo unito, composto da ragazzi fantastici. Nonostante non sia più un ragazzino, Marco mostra una volontà pazzesca: è un esempio per tutti».

Anche il contributo di Andrea Gessa sta diventando sempre più prezioso. L’esterno milanese indica la via per raggiungere l’obiettivo. «Questi sono tre punti pesanti», afferma Gessa, «ora entriamo nella fase decisiva e non possiamo rallentare. Dobbiamo mantenere l’equilibrio e l’umiltà, solo così potremo toglierci grandi soddisfazioni». Un successo che porta la firma del suo amico fraterno: Marco Sansovini. «Lo conosco da dieci anni, non mi sorprende affatto. Si sa che quando gli capita una mezza occasione non se la lascia sfuggire. È un vero bomber». Il prossimo obiettivo è riempire l’Adriatico. «È la prima cosa che ho detto quando sono arrivato. In campo bisogna dare sempre il massimo. Solo così possiamo riportare la gente allo stadio: i tifosi saranno la nostra arma in più».

Giovanni Tontodonati

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