Cangiano lancia il Pescara Arezzo ko, ma quanta fatica

17 Settembre 2023

Delfino avanti 2-0 in avvio, poi rallenta e viene acciuffato: l’esterno è decisivo

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PESCARA (4-3-3): Plizzari 8.5; Pierno 7, Brosco 6, Mesik 6, Milani 7.5; Tunjov 6 (37’pt De Marco 6.5), Squizzato 7, Dagasso 6 (1’st Franchini 6.5); Merola 6.5 (30’st Masala 6), Cuppone 6, Accornero 6 (1’st Cangiano 7, 42’st Vergani sv). A disposizione: Ciocci, Di Pasquale, Aloi, Floriani Mussolini, Mora, Manu, Pellacani, Staver, Moruzzi, Tommasini. Allenatore: Zeman

AREZZO (4-3-3): Trombini 6; Renzi 5.5, Masetti 5.5 (1’st Chiosa 6), Polvani 5.5, Coccia 5; Settembrini 6, Bianchi 5.5 (1’st Foglia 6), Shaka 6 (35’st Castiglia sv); Guccione 6, Gucci 7 (35’st Kozak sv), Iori 6. In panchina: Ermini, Borra, Montini, Risaliti, Gaddini, Lazzarini, Zona, Poggesi, Crisafi. Allenatore: Indiani.

Arbitro: Arena di Torre Del Greco
Reti: 11’pt Tunjov, 12’pt Merola, 45’pt Mesik (aut), 11’st Gucci, 26’st Cangiano
Note: spettatori 5.701 (paganti 4.204 più 1.497 abbonati), di cui 158 ospiti, per un incasso di 39.855 euro. Ammoniti Tunjov, Shaka, Cuppone, Brosco, Settembrini. Angoli 3-2 per l’Arezzo.
PESCARA
Applausi e tante emozioni all’Adriatico: il Pescara batte 3-2 l’Arezzo, ma quanta sofferenza contro i toscani che forse meritavano qualcosa in più. Un abbraccio speciale regalato da Zeman al portiere Alessandri Plizzari: minuto 47, Castiglia calcia in area a colpo sicuro, l’ex Milan è strepitoso e salva il risultato. Sotto i riflettori dell’Adriatico il Pescara però non si fa bello di sera. Vincente sì, e i 5.700 presenti si tengono stretti tre punti pesanti come il piombo.
A dire il vero per 15’ Squizzato e compagni non erano stati belli, ma bellissimi perchè al Pescara è riuscito tutto alla perfezione. Certo, il gol di Tunjov è stato un regalo splendido di Milani con l’estone che ha solo dovuto spingere il pallone in rete mentre il 2-0 è stato frutto di una vera giocata zemaniana. Bravo Merola a finalizzare. Dopo 12’ il Pescara è avanti 2-0 ma i biancazzurri si mettono sul divano e iniziano a sonnecchiare. Ci penserà l’Arezzo di Indiani a svegliarli e sarà un campanello d’allarme importante.
Zeman propone Tunjov e Dagasso in mediana, difesa e attacco sono sempre uguali, mentre Indiani fa partire Chiosa dalla panchina: i suoi dopo la suonata ricevuta dopo un solo quarto d’ora si svegliano e schiacciano il Pescara. A dire il vero viene fuori un aspetto strano e piacevole per la difesa zemanina. Ok la pressione toscana, ma nessun pericolo e nessuno spazio concesso.
Fino al 44° quando Brosco e Pierno permettono a Gucci e Iori di fare un picnic in area con tanto di assist per Shaka. Deve intervenire con una scivolata disperata Mesik che però manda il pallone in rete. All’intervallo il Pescara è avanti, ma l’Arezzo c’è e Zeman deve alzare la voce. Mezzora di Pescara rinunciatario non può essere accettata ed allora dentro Franchini e Cangiano per Dagasso e Accornero.
Sul finire del primo tempo Tunjov ha chiesto il cambio per un fastidio al ginocchio: al suo posto De Marco. L’Arezzo sembra il Pescara, gioca a memoria e trova il pari. Solo applausi per il destro al volo di Gucci che spacca la porta e manda il pallone in fondo alla rete.
Pescara colpito nell’orgoglio e, finalmente, nuovamente propositivo. De Marco? Spaesato e senza idee per tanti minuti, inventa la giocata del nuovo vantaggio. Minuto 26, l’ex Vibonese crea la superiorità e fa correre Pierno. Il suo cross è un cioccolatino che Cangiano gradisce e manda in rete. Forse ha gradito talmente tanto che il suo stomaco ha fatto i capricci e nel finale ha chiesto il cambio. Debutto di Vergani ma l’Arezzo non ci sta e riprende a spaventare i 5.700 dell’Adriatico.
Serve super Plizzari a salvare il risultato in pieno recupero. No secco alla conclusione di Castiglia e tre punti in classifica. Bene ma non benissimo sul campo, per essere davvero protagonisti e puntare alla B non basta qualche lampo di Pescara. Martedì si torna in campo a Carrara contro quel Sestri Levante che ieri ha fatto uno scherzetto nel derby ligure ai cugini dell’Entella.
Enrico Giancarli
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