Carlucci, ricordi rossoneri: «Quando a Caserta mi tirarono una pizza dagli spalti»

LANCIANO. Assegnato (alla Torrese) il primo trofeo della stagione, ovvero la coppa Italia, in Eccellenza torna d'attualità il campionato, che vedrà la capolista Castelnuovo impegnata tra le mura...
LANCIANO. Assegnato (alla Torrese) il primo trofeo della stagione, ovvero la coppa Italia, in Eccellenza torna d'attualità il campionato, che vedrà la capolista Castelnuovo impegnata tra le mura amiche con l'Angizia Luco. E in casa gioca anche il Lanciano che insegue a nove lunghezze di ritardo dopo aver recuperato nelle ultime due settimane ben quattro punti ai neroverdi di Di Fabio. Lanciano atteso, al Biondi, da un impegno tutt'altro che agevole, contro la Virtus Cupello guidata dal 46enne Panfilo Carlucci, uno che lo stadio frentano lo conosce bene, avendolo frequentato spesso in gioventù, e non solo da avversario. «È vero», conferma il diretto interessato, «e sono stati tre anni intensi e belli, anche se nel secondo retrocedemmo dalla serie D, conquistata appena l'anno prima, con in panchina Anzivino e, nella fase dei play off, Colangelo. Certo è passato tanto tempo (ben 25 anni, ndc) ma i ricordi restano, a cominciare da quello del presidente Stefano Mercadante, persona stupenda. Pensate che l'anno della D quando, appena 19enne giocavo svolgendo contemporaneamente il servizio militare a Roma, ogniqualvolta ci capitava di giocare in Campania, proprio lui mi veniva a prendere in stazione per accompagnarmi all'albergo che ci ospitava. Un vero signore, che ha dato tanto al calcio frentano. All'epoca con me giocavano Carosella, Bombardini, Annunziato, La Barba, Oristanio, per citare i più noti, oltre a Ciannavei, col quale dividevo la fascia sinistra: lui da terzino mentre io, che in precedenza avevo sempre ricoperto quel ruolo, facevo l'esterno alto».
La partita che più delle altre le è rimasta impressa? «Ce ne sono due, sempre in D ed entrambe con la Casertana. All'andata, in casa, perdemmo per 2-3 e in quell'occasione feci addirittura due autoreti, ma al ritorno, con i campani in testa alla classifica e in piena corsa per la C2, strappammo un insperato 0-0, poi rivelatosi inutile, purtroppo. Risultato che fece però arrabbiare di brutto i tifosi di casa, che dagli spalti lanciarono di tutto in campo, compresa un'intera pizza margherita, che sfiorò me e Bombardini». Domenica però ci sarà ben poco spazio per gli amarcord: «Magari prima e dopo il match, anche se di quel periodo credo non ci sia più nessuno. Se capiterà, però, saluterò volentieri qualche vecchio tifoso, dato che Lanciano è stata una tappa importante e formativa per la mia carriera sportiva. In campo però sarà battaglia contro un avversario forte. Spero di uscire imbattuto, come del resto mi è capitato questa estate in coppa, nell'unico mio precedente, da allenatore, al Biondi».
Stefano De Cristofaro
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