Cataldo: all’Aquila ho sfiorato la vittoria quest’anno ci riprovo

8 Maggio 2019

Il veterano miglianichese dell’Astana nel 2010 arrivò 2°: «La mia missione è far vincere la maglia rosa a Lopez»

Dario Cataldo, 34 anni compiuti a marzo, è uno dei veterani del ciclismo italiano. Il corridore miglianichese dell'Astana è al suo decimo Giro d'Italia, nel quale sarà al servizio dello scalatore colombiano Miguel Angel Lopez.
Cataldo, che sensazioni le dà tornare al Giro dopo aver saltato l'edizione del 2018?
«Non vedo l'ora di correrlo. Quest'anno c'è l'arrivo all'Aquila, a dieci anni dal terremoto, e si passerà per Miglianico, davanti casa mia. Gli stimoli, pertanto, non mancano di certo. Per me, poi, è il decimo Giro d'Italia, un numero importante e che mi inorgoglisce».
A proposito dell'arrivo all'Aquila, che ricordi ha della tappa del 2010?
«Correvo con la Quick Step. Partimmo da Lucera ed entrai in una lunga fuga con altri corridori. Tentai un allungo nel finale, ma ad aggiudicarsi la tappa fu il russo Petrov mentre io mi piazzai al secondo posto, a 5 secondi di distacco. Peccato. L'ordine d'arrivo, quel giorno, è stato di grande livello. Basti pensare che al terzo e al quarto posto si classificarono Sastre e Wiggins, entrambi vincitori di un Tour de France. Non male direi».
Ci riproverà quest'anno?
«L'ambizione di tentare qualcosa nella tappa dell'Aquila c'è, ma sono consapevole che è molto difficile. Se ci sarà l'opportunità cercherò di cogliere l'attimo, anche se nella mia squadra ho un compito ben preciso e devo muovermi con attenzione».
Lei correrà in appoggio di Miguel Angel Lopez. Il colombiano può ambire alla vittoria finale?
«Certamente. Nel 2018 Miguel è salito al terzo gradino del podio e stavolta si presenta ai nastri di partenza con forti motivazioni e maggiore esperienza. Stiamo parlando di un atleta giovane (è del 1994, ndc) e di talento. La squadra sarà al suo fianco per spingerlo il più in alto possibile».
Il suo contratto con l'Astana scade quest'anno. Ci sarà il rinnovo?
«Sono alla quinta stagione con loro e mi aspetto una proposta da Vinokurov (general manager dell'Astana, ndc) per allungare il nostro rapporto. Dobbiamo ancora parlarne».
A 34 anni che bilancio fa della sua carriera?
«Di strada ne ho fatta tanta e tante sono state le esperienze vissute. Sono uno dei veterani del gruppo, ma in realtà non mi sento così (ride, ndc). Voglio migliorarmi sempre di più e mi alleno quotidianamente con la stessa grinta. Gli anni passano, però per me non sono un peso. Almeno per adesso».
Che momento è per il ciclismo italiano?
«Il nostro movimento è sempre stato ad altissimi livelli, anche se negli ultimi anni ha dovuto sgomitare con realtà straniere emergenti. L'Italia resta nell'elite del ciclismo, sia per i corridori che ha e sia per le aziende che ne fanno parte con i loro marchi».
Fabio Aru può ancora essere competitivo in futuro?
«Sì, assolutamente. Gli auguro di superare al più presto i recenti problemi fisici e di vederlo di nuovo protagonista».
(g.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA