Cataldo: voglio fare i Mondiali in Austria

«Convincerò il ct Cassani a portarmi a Innsbruck da titolare»
TERAMO. Nell'elenco degli undici pre-convocati per il mondiale di Innsbruck c'è anche il nome di Dario Cataldo. Il corridore di Miglianico, classe 1985, punta ad essere inserito tra gli otto titolari della formazione azzurra che il 30 settembre andrà a caccia del titolo iridato sulle strade austriache. Cataldo racconta al Centro come sta vivendo l'attesa per le convocazioni definitive del ct Cassani e fa un bilancio della sua quarta stagione con la maglia dell'Astana.
Cataldo, ce la farà ad essere tra i titolari della nazionale italiana al mondiale di Innsbruck?
«Lo spero tanto. Ho parlato con Cassani durante la Vuelta di Spagna per fare un po' il punto della situazione. Sono contento di essere stato inserito nell'elenco dei pre-convocati, adesso mi auguro di fare parte della squadra titolare e di aiutare i nostri leader durante la gara. Io sono a totale disposizione della maglia azzurra. Sabato (domani, ndc) sarò al via del memorial Pantani, a Cesenatico, per giocarmi al meglio questa ultima opportunità prima delle scelte finali del commissario tecnico».
L'Italia ha chance di vincere in Austria?
«La nazionale farà di tutto per essere protagonista, questo è sicuro, e correrà nel ricordo di Michele Scarponi, che a Innsbruck sarebbe stato uno dei capitani del gruppo. Il percorso è duro e farà selezione. Nibali è un corridore di classe ed è in grado di inventarsi il numero che può far saltare il banco, come già è successo in passato. L'infortunio di due mesi fa al Tour de France lo ha penalizzato, però nell'ultima settimana della Vuelta l'ho visto in progresso e sfrutterà i prossimi giorni per migliorare la condizione».
Quali sono gli avversari più temibili per il mondiale?
«Ci sono diversi nomi da tenere d'occhio, ma ne cito due in particolare. Lo spagnolo Alejandro Valverde, che alla Vuelta è andato forte, e il francese Julian Alaphilippe, che potrebbe fare la differenza su un tracciato a lui congeniale».
Parliamo di lei. Che stagione è stata fino a questo momento?
«Sto facendo una stagione in linea con le aspettative e rispettando il mio compito. A metà anno c'è stato un cambio di programma, perciò invece del Tour de France sono stato dirottato al Giro d'Austria, che ho concluso al terzo posto in classifica. Alla Vuelta, terminata domenica, ho lavorato per il capitano Miguel Angel Lopez. All'Astana mi trovo sempre benissimo, sono sotto contratto anche per il 2019».
A proposito del colombiano Miguel Angel Lopez, che tipo di corridore è?
«Alla Vuelta è arrivato terzo, dimostrando di avere buone qualità e talento. E' ancora molto giovane (ha 24 anni, ndc), ha iniziato a correre abbastanza tardi ed è normale che debba fare ulteriore esperienza. Mi aspetto un grosso futuro per lui se avrà la testa giusta».
Domenica si correrà il trofeo Matteotti. Le dispiace non esserci?
«Purtroppo sono diversi anni che salto la corsa di casa. Mi sarebbe piaciuto partecipare, ma la mia squadra non l'ha messa nei programmi di questa stagione e devo accettarlo».
Chi vincerà la classica pescarese?
«Mi auguro che il Matteotti possa vincerlo nuovamente un corridore abruzzese dopo 13 anni di digiuno (l'ultimo è stato Marzoli nel 2005, ndc). Magari Giulio Ciccone riesce a farsi un bel regalo dopo il contratto firmato con la Trek-Segafredo. Glielo auguro di cuore».
Gaetano Lombardino
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