Cerri: «Loro superiori fisicamente» Coulibaly felice per l’esordio in A

20 Marzo 2017

BERGAMO. Non c'è rassegnazione, ma il 3-0 subito ieri in casa dell'Atalanta, ha lasciato il segno all'interno dello spogliatoio del Pescara. La squadra di Zdenek Zeman è stata ordinata per almeno un'o...

BERGAMO. Non c'è rassegnazione, ma il 3-0 subito ieri in casa dell'Atalanta, ha lasciato il segno all'interno dello spogliatoio del Pescara. La squadra di Zdenek Zeman è stata ordinata per almeno un'ora di gioco, ma senza mai dare la reale sensazione di poter recuperare un match che si è fatto subito in salita a causa del gol di Papu Gomez al 13' del primo tempo. A nulla è valsa la mossa di proporre Alessandro Crescenzi come esterno d'attacco per provare a sfruttare la propensione del calciatore scuola Roma agli inserimenti e alle conclusioni in porta.

Il Pescara ha subìto la maggiore fisicità della squadra bergamasca, brava a dimenticare velocemente la debacle di una settimana fa a San Siro contro l'Inter e a uscire alla distanza in un match altrettanto importante, trovando nella ripresa altre due reti con Grassi e ancora Gomez, alla fine il migliore in campo. Tra i pochi a salvarsi allo stadio Atleti Azzurri d'Italia, almeno per l’impegno, c’è Alberto Cerri, che ha commentato così la gara coi bergamaschi: «Nel primo tempo ci abbiamo provato con tutte le forze e penso che in alcuni episodi siamo stati anche un pochino sfortunati, ma resta il fatto che non abbiamo disputato una delle nostre migliori partite. L'Atalanta ha più chili e centimetri di noi, ma al di là di questo, noi dobbiamo fare meglio in alcune situazioni, preparare meglio le azioni e non avere fretta di andare in porta». Si parla spesso di un Cerri troppo isolato in avanti, il diretto interessato la vede così: «Il fatto è che è difficile trovare sempre gli spazi perché spesso ci allunghiamo, soprattutto nei secondi tempi. Dobbiamo analizzare questo problema e migliorare anche questo aspetto perché ci è costato troppi punti durante tutto il campionato. L'importante è dare tutto, fare il meglio possibile e poi vediamo cosa succede. Dobbiamo cercare di sfruttare al meglio le poche occasioni che abbiamo durante le partite». La classifica è negativa, ma l'attaccante non ha affatto voglia di arrendersi, ci mette la faccia e davanti ai cronisti non esita a fare una promessa da parte di tutti i compagni a una piazza che piano piano rischia di allontanarsi dalla squadra: «Da qui alla fine dobbiamo dare il 110%, questo è il nostro dovere. Cercheremo di fare più punti possibile e poi tireremo le somme».

In una stagione più che complicata non manca qualche spiraglio di luce, come la convocazione in Under21. «È sempre un onore indossare la maglia azzurra» ha detto il centravanti emiliano, «cercherò di onorare al meglio l'impegno».

Tra le poche note liete di ieri, l'esordio del giovane talento senegalese Mamadou Coulibaly: «Sono contento per questo esordio che aspettavo da un anno e mezzo», ha affermato il 18enne centrocampista, «ho avuto anche una palla buona per fare gol, ma non sono riuscito a sfruttarla. Peccato perché mi sarebbe piaciuto dedicare una rete a mio padre che mi sostiene sempre. Ci proverò un'altra volta. Zeman? Non è uno che parla tanto, ma so che ha grande fiducia in me e lo ha dimostrato portandomi in prima squadra. L’Atalanta è stata più forte di noi. Dio ha voluto che la gara andasse così e dobbiamo accettarlo. Il mio futuro? Non ne so niente, di questo dovete parlare col mio agente (Donato Di Campli, ndc). Voglio solo pensare alla prossima gara col Milan, squadra per la quale facevo il tifo da bambino. Giocare sarebbe un sogno».

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