«Chelsea, vinciamo e divertiamo quanti errori con De Laurentiis»

19 Luglio 2018

Sarri si presenta a Londra: «La Premier più dura della serie A. Napoli? Alcuni silenzi miei non sono   stati compresi». Assalto a Rugani e Higuain: «Con un paio di innesti possiamo dare spettacolo»

LONDRA. «Chiamatemi Maurizio». L'inglese resta da perfezionare («meglio in italiano, così non vengo frainteso»), così come la rosa del Chelsea («ovviamente spero che restino tutti i migliori»), ma Sarri non ha paura di una sfida «stimolante e difficile», in un campionato «più difficile della Serie A». Nella prima conferenza davanti alla stampa inglese l'ex allenatore del Napoli ci ha tenuto a presentarsi più come un «tecnico da campo» che non un manager, a dispetto anche dell'inedita cravatta, elogiando il lavoro svolto dal suo predecessore. E a chi gli chiede come vuole essere chiamato, risponde: «Vorrei semplicemente che qui tutti, dai giocatori ai giornalisti, mi chiamassero col mio nome: Maurizio». «Antonio Conte ha ottenuto risultati eccezionali sia in passato che qui, e tutto quello di buono che ha fatto con il Chelsea lo conserverò», Tempo però ce n'è poco: tra poco più di tre settimane comincia la Premier League (prima impegno, contro l'Huddersfield), ma tra 18 giorni i Blues inaugureranno la nuova stagione nella finale di Community Shield contro il Manchester City. «In passato mi ci è voluto un po’ di tempo per spiegare le mie idee. Magari anche tre mesi. A Napoli ci eravamo sintonizzati dopo tre partite. Spero di fare in fretta anche qui, anche se dopo un mondiale ci vuole sempre un po’ più di tempo. Magari grazie alla qualità della rosa possiamo comunque ottenere risultati da subito». A proposito di squadra, il mercato inglese chiude esattamente tra 22 giorni. E il Chelsea, al di là di Jorginho, appare come un cantiere aperto, con molte delle sue stelle – a cominciare da Hazard, ma anche Courtois, Morata e Kanté – in predicato di partire. «Sono forse l'unico allenatore che si annoia quando sente parlare di mercato. Con un paio di innesti possiamo essere una squadra in grado di dare spettacolo. Manca solo un po’ di creatività a centrocampo», e ieri il club iglese ha incontrato la Juve per provare a chiudere gli ingaggi del difensore Rugani e del bomber Higuain. Sarri promette che cercherà di proporre anche a Londra un calcio «spettacolare», perché «il mio obiettivo personale è divertirmi, e divertire i nostri tifosi. Se così si vince? A volte sì a volte no. Il calcio non è uno sport, ma un gioco e noi dobbiamo nutrire il bambino che è in noi».
E poi ancora: «Questa è una sfida difficile, ma anche stimolante. La Premier League è un campionato differente dalla serie A, più duro, e tatticamente diverso. Qui ci sono i migliori tecnici e i più forti giocatori al mondo. Ma non ho paura, se l'avessi, probabilmente non farei questo mestiere perché bisogna saper rischiare». Infine, difende con orgoglio i suoi anni napoletani. «Amo Napoli e la sua tifoseria in modo viscerale. Ho un ricordo stupendo e l'amerò sempre. De Laurentiis? Ci sono stati errori da entrambe le parti. Alcuni miei silenzi non sono stati compresi. Però questi silenzi erano frutto di un momento di incertezza».