Chiesa entra e lascia il segno La Juve va ai quarti di finale

20 Gennaio 2023

L’attaccante in gol dopo un anno, il Monza deve arrendersi: adesso c’è la Lazio Oggi la Corte federale potrebbe riaprire il processo sportivo sul caso plusvalenze 

TORINO. Festa bianconera. Gli ottavi di finale di coppa Italia sorridono e rilanciano la Juventus, dopo il recente ko col Napoli e i giorni densi di novità extra campo e legati alle questioni societarie. E proprio sul rettangolo di gioco, sotto lo sguardo dei nuovi vertici societari, ieri sera la squadra ha risposto con una prova convincente, superando 2-1 il Monza nell’esordio nella competizione per i bianconeri. In una squadra con in campo dall’inizio tre giocatori classe 2003, un 2001 e un 2000 – tutti prodotti del vivaio del club -, dai giovani è arrivata la conferma che la strada intrapresa è quella giusta.
Grazie al gol di Kean e alla “magia” del redivivo Federico Chiesa nella ripresa, che non segnava dal 6 gennaio scorso dopo un lungo stop per infortunio, i bianconeri sono riusciti a vincere staccando il pass per i quarti di finale.
Il 2 febbraio, infatti, per la squadra di Allegri (ieri squalificato) ci sarà la sfida contro la Lazio guidata dall’ex Sarri che ieri ha piegato il Bologna. Non solo coppa e campionato nella testa dei bianconeri. La settimana di fuoco della Juventus, sul fronte societario, sportivo e processuale, ha il suo acme oggi a Roma, dove si terrà l'udienza davanti alla Corte d'appello della Figc, sezioni unite, per l'esame della richiesta della procura federale di riaprire il processo sulle presunte plusvalenze fittizie.
Il ricorso coinvolge altre otto società e in totale 52 dirigenti, ma nel mirino c'è in primis il club bianconero, che si trova ad affrontare il primo dei “giorni del giudizio” che segnano il suo calendario 2023 tra giustizia sportiva e ordinaria e che culmineranno nell'udienza preliminare del 27 marzo prossimo davanti al Gup di Torino per l'inchiesta 'Prismà della Procura della Repubblica sui conti societari.
Secondo il procuratore, Giuseppe Chinè, le migliaia di pagine degli atti dell'inchiesta torinese - oltre a indurlo ad aprire un'altra indagine, sulle scritture private tra la Juve e i giocatori per presunti tagli fittizi degli stipendi, come quella spuntata ieri con la famosa “carta Ronaldo” - dimostrerebbero che il club bianconero è il perno di un sistema volto a truccare i bilanci con un turbinio di trasferimenti di giocatori la cui valutazione sarebbe slegata dal loro reale valore sportivo. Per questo ha avanzato la richiesta di revocazione della sentenza definitiva emessa lo scorso maggio dalla Corte d'appello federale, che oggi sarà all'esame dello stesso giudice.
Angelo Caradonna