Chieti scruta il futuro: aperti a nuovi soci

Eccellenza, il presidente Di Giovanni a un passo dalla D parla dell’assetto societario
Chieti e Martinsicuro: i due poli opposti del campionato di Eccellenza. Che in attesa di consacrare il ritorno in serie D dei neroverdi, ha sancito, proprio domenica scorsa e con sei turni di anticipo, la matematica retrocessione della giovanissima squadra di Guido Di Fabio.
Partendo dalle note liete, ecco come analizza l'ultimo impegno della capolista il suo presidente Filippo Di Giovanni: «Ogni partita ha una storia a sè e quella di domenica non fa eccezione, in tal senso, avendo confermato come non esistano gare dall'esito scontato. Specie per noi, visto che chiunque ci affronta lo fa impegnandosi al massimo, ed a prescindere dall'effettiva importanza della posta in palio. Sono in società da tre anni ed è sempre stato così. La sfida col Paterno? È stata molto bella sul piano del gioco per cui mi ritengo soddisfatto. Un solo rammarico: non essere riusciti a concretizzare le tante palle gol costruite nell'arco della stessa: cosa, questa, che ha permesso agli avversari di recuperare per due volte lo svantaggio. Restano a disposizione altre sei partite, dalle quali ottenere quei punti che ancora mancano alla matematica promozione. Ed ha pienamente ragione il nostro mister, quando dice che non bisogna commettere l'errore di pensare di aver già vinto».
All'Angelini, contro la Torrese c'erano quasi mille spettatori: se ne aspetta altrettanti domenica prossima? «Lo spero, anche perché per il gioco espresso la squadra meriterebbe certi numeri, così come la storia ed il blasone del Chieti. Che resta un club solido, deciso ad andare avanti e progredire. Anche nel settore giovanile, che rappresenta una parte importante del nostro progetto. Nuovi ingressi? Al momento non ho notizie in tal senso, ma siamo ovviamente aperti a chi vorrà collaborare, essendo la nostra una società inclusiva. A patto, ovviamente, che si tratti di gente che, come noi, abbia a cuore i colori neroverdi. Il calcio», prosegue Di Giovanni, «è un patrimonio di tutta la città, ed un veicolo per uscire al di fuori dei confini prettamente regionali. Una risorsa importante per tutti, ed è per questo motivo che vanno coinvolti anche altri settori, a cominciare dalle scuole, affinchè Chieti, in quanto capoluogo, possa fungere, proprio grazie al calcio, da punto di riferimento per il nostro territorio». Mister Lucarelli resterà anche il prossimo anno? «Ne parleremo a tempo debito. Di sicuro sarà il primo che incontreremo, una volta conseguita la promozione. Che speriamo di centrare al più presto, per poter cominciare a programmare la nuova stagione».
Futuro che è tutto da disegnare, invece, a Martinsicuro. «Siamo ad un bivio: ripartire con un nuovo progetto o chiudere definitivamente»: questa l'amara constatazione del dirigente Franco Di Felice, uno dei pochi rimasti al timone del club, assieme a Carlo Tommolini, Antonio Lattanzii e Roger Marconi. «Ad oggi non vi sono grosse novità», prosegue Di Felice, «anche se i presupposti per non disperdere il buon lavoro svolto in passato ed il grande patrimonio umano e tecnico messo su in ambito giovanile, ci sarebbero. Si tratta però solo di discorsi, ai quali dovrebbero ovviamente seguire i fatti. In assenza dei quali, lo ripeto, il calcio a Martinsicuro rischia davvero di scomparire».
Tornando al calcio giocato, oltre al return-match di coppa Italia di Eccellenza Tre Pini Matese-Amiternina, il programma di domani prevede anche la seconda giornata dei triangolari della coppa Italia di Promozione, le gare di andata del quarto turno di Coppa Abruzzo ed il recupero di Seconda categoria Tollo 2008-Lettese.
Stefano De Cristofaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA

