Clarke: «Ho solo aiutato un amico Richie non aveva gregari vicino»
IMOLA. La corsa deve ancora partire. Eppure ieri mattina a Imola la corsa è cominciata prima del km zero. La corsa ai bus delle squadre. Due squadre, il Team Sky e la Orica. Dopo la stangata della...
IMOLA. La corsa deve ancora partire. Eppure ieri mattina a Imola la corsa è cominciata prima del km zero. La corsa ai bus delle squadre. Due squadre, il Team Sky e la Orica.
Dopo la stangata della giuria a Richie Porte, per essersi fatto passare la ruota dopo la foratura dall’amico Simon Clarke dell’Orica, australiano come lui, come l’avranno presa corridori e ds?
Il ds Mattehw White (Orica), a fritatta fatta, non accusa il suo corridore. «Ha aiutato un amico, ha sbagliato, ma cosa volete che dica? – spiega – le regole sono queste e bisogna rispettarle». Esce dal pulmann Clarke. Racconta (in italiano, correva in Toscana da giovane) quanto accaduto ieri poco dopo il cartello dei meno 10. «Richie ha forato, ha rischiato di cadere, aveva davanti un compagno di squadra. Ha tirato un urlo, ma il compagno non ha sentito. Allora ho cercato di aiutarlo, siamo amici». Pentito? «Sì, visto quanto accaduto non lo rifarei, chiaro». Poco più avanti esce dal pullman Sky (roba da quasi un milione di euro di valore), il penalizzato. «Quando mi hanno detto della penalizzazione ero choccato, e non ci volevo credere, ma le regole sono regole, non c’è niente da fare. I miei due grandi amici Clarke e Matthews mi hanno aiutato: penso che quella fosse una grande immagine di ciclismo – hadetto Richie Porte –. Ma le regole valgono per tutti: ora devo recuperare». Il suo “capo” Dave Brailsford parla di «gesto di fair-play punito eccessivamente dal regolamento». Chiude (con saggezza), Beppe Martinelli, che dall’ammiraglia Astana guida Fabio Aru. «Il nostro leader è sempre circondato da compagni che in caso di incidente sono pronti a passargli la ruota o la bici». Elementare.
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