Cocco: «Caro Pescara, ho tanta voglia di rivalsa»

25 Giugno 2017

La punta si è operata lo scorso 11 maggio al legamento crociato e al menisco

PESCARA. Un girone di ritorno straordinario, poi il maledetto infortunio che gli impedirà di svolgere la preparazione con Zdenek Zeman. Andrea Cocco aveva ritrovato se stesso a Cesena dopo un anno e mezzo buio. Merito di Andrea Camplone che lo ha avuto in Romagna da gennaio. E la punta ha ricambiato la fiducia segnando 5 gol (più 3 assist) in 18 partite. In Ciociaria è sbarcato dal Frosinone, primo club a ingaggiarlo in prestito dal Pescara su indicazione dell’ex tecnico biancazzurro Pasquale Marino che lo aveva allenato a Vicenza facendogli disputare la migliore stagione della sua carriera (20 reti in 37 gare, compresi i play off). Ma a Frosinone Cocco ha vissuto una prima parte di campionato deludente (un gol in 9 gare, solo 4 dal primo minuto). Poi la scelta di cambiare aria e trasferirsi al Cesena. Alla terzultima giornata, lo scorso 6 maggio, al 34° minuto del match Cesena-Novara, il triste imprevisto. Cocco, dopo aver ricevuto il pallone, si coordina per calciarlo al volo, ma quando ricade a terra poggia male il piede. La punta si accorge subito del danno e lascia il campo. La diagnosi è impietosa: rottura del legamento crociato anteriore e del menisco esterno del ginocchio destro. Ora il 31enne di proprietà del Pescara sta svolgendo la riabilitazione a Cesena. Il suo obiettivo è quello di rientrare entro settembre e provare a giocarsi le sue chance con Zeman. Nel 2015 il Pescara lo acquistò dal Vicenza per 700mila euro. Doveva essere il bomber per Massimo Oddo, ma l’avventura in riva all’Adriatico non fu molto fortunata. Dopo le prime gare da titolare, l’ex tecnico biancazzurro lo relegò in panchina e, in seguito, talvolta anche in tribuna. La gara che sancì la sua esclusione dalla formazione base fu Trapani-Pescara (0-3) del 17 ottobre 2015, giorno in cui Oddo passò dal 4-3-1-2 al 4-3-2-1 con Benali e Caprari alle spalle di Lapadula. Da allora l’avventura di Cocco nel Pescara diventò sempre più complicata.
Cocco, come procede il recupero?
«Sto lavorando molto. Ogni mattina qui a Cesena inizio le terapie al mattino e finisco nel tardo pomeriggio per un totale di circa nove ore al giorno».
Il prestito al Cesena è terminato: ora tornerà al Pescara.
«Devo superare prima possibile l’infortunio. Ce la sto mettendo tutta. Non voglio fare proclami, ma spero di rientrare per le prime giornata di campionato, diciamo a settembre».
Cosa chiede a questa nuova avventura in Abruzzo?
«Ho tanta voglia di rivalsa. Non mi sento affatto appagato e il mio desiderio è dimostrare che il vero Cocco è quello visto a Cesena nella seconda parte del campionato».
È vero che lei dà il massimo solo quando l’allenatore lo fa giocare titolare?
«Forse sì e da questo punto di vista devo migliorare perché anche quando si entra dalla panchina bisogna dare il 100%. Comunque, devo ringraziare Camplone che a Cesena mi ha dato tanta fiducia facendomi giocare anche quando non ero al top della condizione. Con lui si lavora tanto, ma ci si diverte pure. Peccato, se avessimo fatto qualche risultato positivo in più nel girone di andata avremmo potuto lottare per i play off».
Vuole lanciare un messaggio ai pescaresi?
«Dico solo che tornerò con lo spirito giusto per dimostrare il mio vero valore. Non sarà un compito facile, dal momento che arriverò in ritardo rispetto ai miei compagni. Per questo motivo dovrò lavorare doppiamente per ritagliarmi uno spazio in squadra. Ce la metterò tutta. A 31 anni ho ancora tanta fame».
Che torneo sarà?
«Come sempre molto duro. Guardate l’ultimo: Verona e Frosinone sembravano inarrivabili, invece la Spal ha meritato il primo posto perché è stata la più continua».
©RIPRODUZIONE RISERVATA