Colini: «L’AcquaeSapone è la Juventus del futsal»

L’allenatore dell’Italservice Pesaro (ex Pescara e Montesilvano) domani di scena al PalaRoma: «Per spuntarla servirà la testa, ma i nerazzurri sono i più forti»
PESCARA. Sedici trofei all’attivo, 7 finali scudetto disputate e 4 tricolori conquistati. L’AcquaeSapone sabato inizierà la caccia al tricolore nell’ultimo atto dei play off e si ritroverà davanti di nuovo Fulvio Colini, lo Special One, uno dei tecnici più vincenti in circolazione che per quasi due lustri ha riempito di trofei le bacheche di Montesilvano e Pescara calcio a 5. Colini, 61 anni, domani (ore 17,30) con la sua Italservice Pesaro proverà a strappare il tricolore ai campioni d’Italia in carica, dopo aver perso la finale di coppa Italia lo scorso 24 marzo.
Colini, che finale si aspetta?
«Andremo a sfidare la Juventus del calcio a 5. Una finale molto dura».
Che idea si è fatto dell’AcquaeSapone ?
«Una squadra molto forte, specie per la panchina lunga e molto competitiva che ha a disposizione. Non dimentichiamoci, inoltre, che in panchina c’è Perez, un grande allenatore e lo sta dimostrando».
Come si vince lo scudetto?
«Le finali play off si vincono miscelando al meglio tecnica e motivazioni. Servirà soprattutto la testa e una mentalità vincente».
Chi arriva meglio a questa serie di finali?
«Pesaro forse arriva più sciolto mentalmente, ma l’AcquaeSapone è una squadra sorniona e, soprattutto, imprevedibile. I nerazzurri sono capaci di perdere partite facili e poi vincono due partite di fila in trasferta o ribaltano la semifinale come hanno fatto con il Napoli. La squadra di Perez ha perso delle partite per delle piccole distrazioni, ma quando accelera non c’è storia per nessun tipo di avversario».
Parliamo dei singoli. Chi saranno i protagonisti di questa spettacolare finale?
«Si sfideranno grandi campioni. Dei miei posso dire Borruto e Canal, per esempio, o Cuzzolino e Lukaian dall’altra parte. Senza dimenticare Mammarella, che è ancora il numero uno in circolazione insieme al mio portiere Miarelli».
Tanti suoi ex giocatori sono nell’AcquaeSapone. A chi si sente più legato?
«Calderolli, Cuzzolino e Mammarella li sento un po’ come delle mie creature. Specie i primi due li ho presi nel Montesilvano poco più che 20enni e poi sono diventati dei grandissimi campioni».
Colini lei ha vinto tantissimo in carriera. È sazio?
«Tra scudetti e coppe ho vinto 16 trofei, ma non sono sazio. Voglio continuare a vincere».
Lo Special One disputerà l’ennesima finale. Quante finora?
«Questa è la settima finale scudetto, ma mai come quest’anno sarà equilibrata. L’AcquaeSapone è favorita, ma conterà tanto anche il fattore ambientale. Io, come Borruto e Canal, torneremo a giocare al PalaRoma dove abbiamo già disputato 3 finali scudetto in passato con Pescara e Montesilvano».
Lei ha allenato tanti anni in Abruzzo. Si sente legato a questa terra?
«Amo Pescara e Montesilvano. Qui ho vissuto stagioni fantastiche e non dimentico il mio passato»
Carattere particolare, molto puntiglioso e senza peli sulla lingua. In questo momento si sente più un nemico o semplice avversario?
«Nemico mai, ma so di non essere simpatico all’AcquaeSapone».
Parliamo dell’Italfutsal. Le piace la nuova era con Alessio Musti ct?
«Sì, certo. Ho appoggiato la sua candidatura. Era arrivato il momento di cambiare rispetto al passato. Musti è competente e, soprattutto, è innamorato del futsal».
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