Conte tentato dai polmoni di Darmian Sturaro resta favorito per sostituire De Rossi Il piano B prevede l’inserimento dell’esterno

INVIATO A MONTPELLIER. C’è da rifare l’Italia per conquistare l’Europa. Una missione risorgimentale per Conte, l’Eroe dei due mondi che con la sua spedizione dei 23 (anzi 20 vista l’indisponibilità...
INVIATO A MONTPELLIER. C’è da rifare l’Italia per conquistare l’Europa. Una missione risorgimentale per Conte, l’Eroe dei due mondi che con la sua spedizione dei 23 (anzi 20 vista l’indisponibilità pressochè certa di De Rossi e Candreva e certificata di Thiago Motta) è chiamato ad affrontare l’esercito prussiano. E anche se confortato dalla tradizione il ct è consapevole che affrontare la Germania senza due pezzi pregiati dell’argenteria di famiglia come il romanista e il laziale offre ai rivali enormi vantaggi. Angela Merkel, da quando è cancelliera, è diventata una sorta di monarca assoluta della Comunità europea, ha indotto gli inglesi ad uscire dal recinto comunitario e tratta Hollande come il suo maggiordomo. Però la Nazionale di calcio anche durante il suo mandato è sempre uscita sconfitta dai confronti con l’Italia e sarebbe ben felice di barattare mezzo punto di percentuale sul nostro deficit pur di sfatare il tabù.
E per ora la buona sorte sembra aver preso casa in affitto a Berlino. Già, anche ieri Candreva e De Rossi si sono allenati a parte nel bunker del Bernard Gasset . Per l’esterno quel “problema” all’adduttore è uno stiramento e probabilmente non sarà della partita neanche in una eventuale finale, mentre per il regista le difficoltà sono legate al riassorbimento dell’ematoma al vasto laterale subita nella sfida con la Spagna. Capitan futuro è abituato a giocare sopra la soglia del dolore, ma ieri zoppicava e si è presentato un’ora prima dei suoi compagni al centro di Grammont per accelerare i tempi di recupero. Ovviamente dal rifugio antiaereo della Figc non trapela nulla, ma le indiscrezioni non inducono all’ottimismo.
E allora il Conte stratega sta studiando le varie opzioni rammaricandosi di aver lasciato a casa Jorginho, giocatore pensante che abbiamo naturalizzato proprio per portarlo in Francia.
L’ipotesi più probabile è il mantenimento del 3-5-2 con lo spostamento di Parolo in cabina di regia e l’inserimento di Sturaro nel ruolo che era di Parolo. In effetti il 31 enne centrocampista lombardo aveva già giocato in quella posizione ai tempi del Cesena, ma un conto è farlo sulla Riviera romagnola e un altro a ridosso dell’Atlantico. Però Parolo è cresciuto sotto la gestione Conte, ha acquisito più personalità rispetto alla “prima” con il Belgio ed ha il fisico e la testa per dirigere il traffico davanti alla “BBC”. Certo lo juventino non ha incantato quando è sceso in campo, si è limitato al compitino, non ha mai alzato la voce e mostrato i muscoli e là in mezzo con i campioni del mondo non bisogna abbassare la testa.
Il piano B prevede invece sempre lo spostamento di Parolo in regia, ma con Florenzi e Giaccherini interni di centrocampo e Darmian e De Sciglio esterni. In questo modo Conte blinderebbe le corsie esterne e metterebbe piedi buoni nella zona nevralgica del campo. Però Giaccherini e Florenzi non fanno Kroos nemmeno se si mettono uno sopra all’altro, e concedere troppi chili e centimetri sul ring di Bordeaux potrebbe rivelarsi deleterio.
La terza via è quella di una leggera varizione sul tema, ovvero passaggio dal 5-3-2 al 3-4-3 con Parolo e Sturaro al centro, De Sciglio e Florenzi sulle corsie esterne e Giaccherini spostato in avanti. Però c’è il precedente di Monaco di Baviera del marzo scorso che sicuramente indurrà il nostro ct a mettere in cassaforte il suo modulo dal rendimento sicuro.
La follia, lucida ma non si sa fino a che punto, potrebbe essere quella di spostare Bonucci in regia davanti alla difesa e mettere Ogbonna centrale. Ma il ct Conte è un rivoluzionario coerente e anche nelle scelte precedenti ha tracciato una linea di pensiero netta. Insomma, nessuna stravaganza a Bordeaux nemmeno dopo aver assaggiato il prestigioso vino locale. Perchè l’Italia di Conte non vuole chiudere l’avventura con il rosso della Guascogna, ma bere champagne in centro a Parigi domenica 10 luglio.
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