Corzo: le nostre atlete nel mirino dei grandi club

1 Marzo 2019

La selezionatrice abruzzese soddisfatta: «Il movimento è in grande crescita»

PESCARA. «Se alcune società più titolate in Italia, le maggiori a livello giovanile, hanno iniziato a guardare all'Abruzzo con interesse, vuol dire che qualcosa sta cambiando nel mondo pallavolistico regionale. Significa che stiamo crescendo sotto l’aspetto tecnico, tattico e dei fondamentali». Marcela Corzo, primo tecnico del comitato di qualificazione regionale (Cqr) della Fipav, in equipe con Claudio Mottola e Marianna Caravaggio, non ha dubbi: le ragazze del volley abruzzese cominciano ad emergere ottenendo anche delle soddisfazioni, come la conquista della prima fase della pool A in occasione del Trofeo delle Regioni che la scorsa estate l’Abruzzo ha ospitato per la prima volta.
E ora si lavora al torneo di fine giugno in Friuli Venezia Giulia.
Tecnico Corzo, a che punto è il Cqr nella preparazione delle atlete?
«Siamo contenti di come stanno procedendo gli allenamenti e del percorso di conoscenza delle ragazze. Ciò ci fa continuare con più certezza e ci fa guardare con ottimismo ai prossimi appuntamenti che cominceranno a essere più intensi. Importante è il rapporto che si sta instaurando con alcuni allenatori delle ragazze e ciò rende l’attività del Cqr più efficace e produttiva».
Quale percorso avete svolto finora?
«Da novembre scorso a oggi abbiamo visionato una trentina di atlete. Abbiamo un gruppo di 16 ragazze che, alla fine, diventeranno 12, per affrontare al meglio il Trofeo delle Regioni».
Proprio alla luce del Trofeo 2018, in che cosa le atlete devono migliorare soprattutto se paragonate alle avversarie del nord Italia?
«Intanto l’altezza delle nostre ci penalizza rispetto a quella delle atlete del nord, ma questo è un problema generale di quasi tutto il centro sud che si supera con la tecnica, impegnandosi in alcuni fondamentali quali la ricezione, la difesa e la battuta».
Ci sono dei talenti in Abruzzo e, se sì, quali possibilità hanno per mettersi in luce?
«Lo sviluppo dell’atleta di 13-14 anni è appena all’inizio, sia per la tecnica e sia per il fisico. Ma anche altri fattori influenzano lo sviluppo del talento come il tempo che la ragazza impiega per acquisire le capacità tecniche, le motivazioni, gli stimoli e la responsabilità che riceve dall’allenatore. Mi riconosco nelle parole dell’allenatore della Nazionale femminile, Davide Mazzanti: “A livello giovanile il talento non è nascosto nel fare 8 cose su 10, ma nel riuscire a fare una volta su dieci un cosa eccezionale”. La scorsa estate in Abruzzo ci sono state grandi società di volley che si sono interessate ad alcune ragazze segnalate da noi del Cqr agli allenatori della Nazionale giovanile nella “Giornata del talento”, che si è tenuta a Lanciano, e sono state visionate, poi, in occasione del Trofeo delle Regioni. Oggi nella nostra selezione ci sono alcune atlete interessanti: se continueranno a lavorare in un certo modo, se faranno un certo tipo di percorso, potrebbero fare molto bene. Ma non bastano solo il fisico e la tecnica: ci vuole anche la testa».
Com’è la collaborazione con i due Centri di qualificazione territoriale?
«È un aspetto fondamentale per il futuro del movimento abruzzese e per il bene delle ragazze. Bisogna interagire sempre di più lavorando, confrontandoci e scambiandoci opinioni. Bisogna puntare sulla specializzazione dei ruoli e grazie a questa collaborazione possiamo contare su un buon numero di ragazze molte delle quali sono protagoniste dei vari campionati. Noi selezionatori siamo i finalizzatori, quelli che mettono insieme il lavoro di tanti bravi tecnici che stanno facendo crescere bene queste ragazze».
Che cosa chiede alla federazione regionale?
«La federazione va solo ringraziata, dal presidente Fabio Di Camillo al referente del Cqr, Aniello Papa, che lavorano con passione, portando avanti tante iniziative. Nello scorso Trofeo delle Regioni ho visto i loro occhi gioiosi, l'emozione per il traguardo raggiunto: ciò ci ripaga dei tanti sacrifici fatti. Il nostro obiettivo è di migliorarci ancora, cercando di allestire un’ottima squadra con dentro varie 2005».
Come sono i rapporti con i tecnici della Nazionale?
«Ottimi, ci confrontiamo spesso, soprattutto col professor Pasquale D’Aniello che conosco per averci giocato».
Quale obiettivo si pone insieme alla sua equipe?
«I risultati nascono da lontano, dalle nostre sgangherate palestre, dalle sconfitte e dalle vittorie. Passano per l’entusiasmo di tanti allenatori, dirigenti, genitori che entrano in questo mondo con la speranza di non lasciarlo mai e mettono a disposizione dei sogni delle ragazze tempo, competenze e passione. Ecco, spetta a noi preservare i sogni di queste ragazze. C’è molto di buono nel movimento giovanile, un patrimonio da non dissipare, perché il futuro è dietro l’angolo. Con l’augurio che per molte di loro sia il primo passo verso un futuro radioso».
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