Croazia, Mandzukic paga maxischermo e birra nel suo paese

ZAGABRIA. Circa 3.400 euro: è questa la cifra sborsata da Mario Mandzukic (nella foto) sabato per permettere agli abitanti di Slavonski Brod, sua città d’origine, di assistere su un maxischermo al...
ZAGABRIA. Circa 3.400 euro: è questa la cifra sborsata da Mario Mandzukic (nella foto) sabato per permettere agli abitanti di Slavonski Brod, sua città d’origine, di assistere su un maxischermo al successo ai rigori della Croazia sulla Russia; inoltre, l’attaccante della Juventus ha offerto da bere ai suoi concittadini. Lo rivela Radio Slavonija, secondo cui è previsto il bis mercoledì in occasione della semifinale contro l’Inghilterra. Non è la prima volta che Mandzukic mostra di non dimenticare le proprie origini: la scorsa estate ha infatti donato una cifra sostanziosa destinata ai pompieri che avevano dovuto combattere con incendi devastanti nei dintorni di Spalato.
Nella cattolicissima Croazia l'accesso alle semifinali dei Mondiali di calcio è stato salutato anche dal suono delle campane di tante chiese. Nella capitale Zagabria e in altre grandi città, subito dopo l'ultimo rigore messo a segno dalla nazionale a scacchi, le campane hanno suonato a festa, unendosi al clima di euforia e esaltazione che ha pervaso l'intero Paese. E anche taluni commentatori televisivi non hanno mancato di 'ringraziare Dio’. 'I croati non si arrendono!', 'E ora a Mosca per la (semi)finale’, 'Cadranno anche gli inglesi, saremo campioni’ titolano i giornali, prospettando e sognando non solo la vittoria contro l'Inghilterra mercoledì, ma anche un trionfo finale della squadra di Dalic. Sui social dominano foto e video di giocatori e staff della nazionale che nello spogliatoio e a cena nell'albergo a Sochi cantano e ballano insieme alla presidente della Repubblica, Kolinda Grabar Kitarovic. La presidente, che sabato allo stadio accanto al compassato premier russo Dmitri Medvedev ha seguito la partita indossando maglietta e pantaloni da tuta nei colori della Croazia, si è messa a ballare in tribuna al momento della vittoria, per poi raggiungere i giocatori nello spogliatoio e, abbracciandoli, ha cantato canti patriottici. Tante anche le immagini di Luka Modric che, prima di lasciare il campo al termine dell'incontro vittorioso con i russi, ha abbracciato i suoi due figli facendo loro calciare dei tiri in porta.
I media serbi tuttavia, come capita spesso quando riferiscono dei rivali storici della Croazia, non mancano di denunciare l'intonazione nello spogliatoio di motivi ultranazionalistici e legati al vecchio stato croato degli ustascia durante la seconda guerra mondiale. Inoltre, riferisce la Tanjug, Domagoj Vida e Ognjen Vukojevic - quest'ultimo membro dello staff della nazionale ma in passato giocatore anch'egli della nazionale - hanno dedicato il successo sui russi all'Ucraina, Paese dove in passato entrambi hanno giocato nella Dinamo Kiev, e un Paese l'Ucraina i cui rapporti con Mosca sono ai minimi storici.

