Croce: Delfino nel cuore, ma l’Empoli è favorita

Il doppio ex della sfida di domani: toscani costruiti per la serie A, Zauri mi piace e punto su Tumminello
PESCARA. Tra poco compirà 37 anni e l’anno scorso a Cremona ha chiuso la sua 18ª stagione da professionista. Il centrocampista Daniele Croce, rosetano doc, è il doppio ex della sfida di coppa Italia in programma domani tra Empoli e Pescara.
Croce, è pronto per ripartire?
«Ho fatto il raduno dell’Aic a Coverciano per i giocatori senza contratto e ho avuto la possibilità di prendere il patentino da allenatore di base - Uefa B. Se non dovesse arrivare la proposta giusta, sto pensando di smettere. Guardo più al progetto che all’aspetto economico».
Domani c’è Empoli-Pescara. Per lei è una partita speciale visto che le due squadre hanno segnato la sua carriera.
«Sì, è vero. Pescara è la squadra che tifavo fin da bambino, la società che mi ha cresciuto a livello calcistico e lanciato nel grande calcio. Empoli è stata la mia casa per 5 anni e mi sono tolto delle grandissime soddisfazioni. Diciamo che Pescara mi ha svezzato, Empoli mi ha rilanciato e consacrato».
Un pronostico per la sfida di domani?
«L’Empoli sulla carta è la squadra da battere, quindi domani è favorita. Tuttavia, ricordiamoci che siamo ad agosto e le squadre non sono ancora al top della condizione».
L’allenatore al quale è più affezionato?
«Maurizio Sarri. Tra Pescara, Arezzo, Empoli e Sorrento ho avuto modo di lavorare con un grande allenatore. Però sono legato anche a Marco Giampaolo, che ho avuto come vice di Delio Rossi a Pescara».
La più grande soddisfazione in carriera?
«La promozione in A con l’Empoli e il debutto nella massima serie».
Il rimpianto?
«L’anno in cui sono passato dal Pescara all’Arezzo avevo richieste “pesanti” dalla serie A, ma, per una serie di problemi, alla fine sono rimasto in cadetteria. Forse in quell’anno la mia carriera sarebbe potuta cambiare».
Che campionato disputerà il Pescara?
«I biancazzurri sono reduci da una grande stagione, andata oltre le aspettative. Da come si sta muovendo sul mercato, credo che il Delfino abbia gettato le basi per disputare un campionato simile a quello dell’anno scorso. Ha dei giovani molto interessanti e, se dovesse vincere alcune scommesse, allora potrà arrivare lontano».
Quali scommesse?
«Tumminello, per esempio. È un ragazzo giovane e molto bravo. Secondo me a Pescara potrebbe esplodere, ma senza mettergli addosso molte pressioni. Raccogliere l’eredità di Mancuso, per lui, non deve rappresentare un assillo».
Luciano Zauri sarà al debutto in serie B. Lei che idea si è fatto del nuovo allenatore del Delfino?
«Ho avuto modo di conoscerlo quest’estate a New York. Eravamo entrambi in vacanza lì e, tramite un amico in comune, una sera ci siamo ritrovati insieme a cena. Ho scoperto una persona genuina, umile e sincera. Ha buone idee e secondo me potrà fare un gran bel lavoro».
La favorita per la promozione in serie A?
«L’Empoli, sicuramente. Ha costruito una squadra fortissima e c’è una società solida. Mancuso, per esempio, è un grande colpo di mercato. Come il mio amico Jacopo Dezi (rosetano doc, ndr) che reputo un giocatore fortissimo».
In generale che B sarà?
«Molto equilibrata. A parte Empoli e Benevento, non vedo altre corazzate e tutte potranno dire la loro fino alla fine. Sarà una battaglia». (l.d.m.)
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