Cuore a metà, il ritorno di Camplone all’Adriatico

6 Maggio 2015

L’allenatore del Perugia è pescarese doc e per la prima volta sfiderà la squadra della sua città

PESCARA. La prima volta da avversario all’Adriatico. Andrea Camplone ha già affrontato il Pescara in tre circostanze (all’andata e quando guidava la Cavese), ma non in quello che è stato per tanti anni il suo stadio. Pescarese doc, cresciuto nelle giovanili biancazzurre, l’attuale tecnico del Perugia ha indossato per quasi 10 anni la maglia del Delfino centrando con Giovanni Galeone due promozioni in serie A. Il destino ha voluto che il calendario lo mettesse di fronte al suo passato in un match fondamentale per i play off. Quando varcherà i cancelli sarà emozionato come un bambino, ma poi dovrà concentrarsi sulla strategia da attuare per battere il suo collega Marco Baroni.

La posta in palio è altissima e non ci sarà spazio per questioni di cuore, perlomeno in campo.

Fuori sarà un’altra storia che coinvolgerà i suoi familiari che vivono a Pescara. Andrea, infatti, non si è mai trasferito. Alla fine di ogni partita sale in macchina per tornare da Barbara, sua moglie, e dai figli, Erika e Derek. Sabato tutti saranno presenti sulle gradinate, ma non nello stesso settore. Erika, infatti, è tifosa pescarese sfegatata e come sempre seguirà la sfida dalla curva nord. Il calcio unisce, ma può anche dividere. Il suo Perugia si presenta con una lunga serie positiva: 25 punti (5 vittorie e altrettanti pareggi) nelle ultime 10 gare. Camplone ha portato gli umbri in B la scorsa stagione dopo nove anni ed ora insegue la massima serie.

Impresa già riuscita da calciatore nel 1996, ancora una volta con il suo mentore in panchina: Giovanni Galeone. Il tecnico più amato dalla tifoseria pescarese lo raggiunse al Perugia che nel 1992 acquistò Camplone, Gelsi e Pagano sborsando fior di quattrini per portarli alla sua corte in C1. Nel 1994 arrivò un altro protagonista del Pescara dei miracoli, quello che centrò la A nel 1987 dopo essere stato ripescato: Giacomo Dicara, il suo vice nel Perugia. Difensore centrale, all’occorrenza anche mediano, Dicara è sesto nella classifica dei calciatori che hanno disputato più partite con la maglia del Pescara: ben 208.

Prima di lui solo Palladini, Gelsi, De Marchi, Giampaolo e Nobili. Gli altri ex dell’incontro saranno Matteo Politano, Matti Lund Nielsen, Giuseppe Rizzo e Alessandro Crescenzi. Nielsen (67 gare e 4 gol in totale in biancazzurro) è passato al Perugia nel mercato invernale in prestito con diritto di riscatto. Nella prima parte del torneo, Baroni lo ha schierato sei volte, poi un infortunio lo ha tenuto ai box per oltre due mesi. Incerto il recupero dell’acciaccato Giuseppe Rizzo. Il centrocampista, arrivato in Abruzzo a gennaio 2013 quando il Pescara era in A, è stato scaricato alla fine della scorsa stagione.

La dirigenza ha preferito lasciarlo alla Reggina che quattro mesi fa lo ha girato al Perugia. Non si sa se ci sarà, ma di sicuro avrà il dente avvelenato. Un po’ come Alessandro Crescenzi, una meteora passata in riva all’Adriatico l’anno della serie A. Rimasto fuori due mesi per un guaio alla caviglia, in campionato non ha avuto nemmeno una chance. Per lui sono una presenza a Cagliari in Coppa Italia e niente più. A gennaio ha salutato tutti per accasarsi al Novara. Insomma, sabato in tanti cercheranno una rivincita. (g.t.)

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