D’Onofrio ai Mondiali: più forte grazie alle scarpe

Il mezzofondista di Scontrone sabato sarà in Polonia: «Spero di migliorare il record personale»
PESCARA. Daniele D’Onofrio sta rifinendo la preparazione per i campionati mondiali di mezza maratona (km 21,097), che si svolgeranno sabato in Polonia, nella città di Gydnia. Il 27enne di Scontrone, cresciuto nella Gran Sasso, ora tesserato con le Fiamme Oro, sta svolgendo gli ultimi allenamenti sulle strade di casa. I Mondiali si sarebbero dovuti svolgere a fine marzo, poi rinviati per l’emergenza pandemica in pieno sviluppo in quel periodo. D’Onofrio è campione italiano in carica della distanza dove detiene un primato personale di 1h 03’15”. Con lui faranno parte della squadra maschile il primatista italiano di maratona (2h 07’19”) Eyob Faniel (Fiamme Oro), Stefano La Rosa (Carabinieri), Nekagenet Crippa (Trieste Atletica) e Pietro Riva (Fiamme Oro). Il periodo importante della preparazione D’Onofrio l’ha svolto a Roccaraso, sull’Altopiano delle Cinquemiglia, utilizzato come luogo di raduno tecnico dalla federazione per le discipline di resistenza. «È andato tutto bene, e mi ha aiutato anche il clima», fa sapere D’Onofrio. «Sono riuscito a portare a termine tutti i lavori prefissati, e sono pronto ad affrontare nelle giuste condizioni il mondiale».
Con quali ambizioni? «Spero di migliorare il personale, che è l’obiettivo più importante in una manifestazione di questo livello. Saranno favoriti gli ugandesi, ma ci sarà un treno di atleti da 1 ora e 2 minuti al quale cercherò di agganciarmi per dare il massimo». Il lockdown è stato un danno, o ha permesso di inserire qualcosa in più nella preparazione? «Da una parte è stato utile il maggior tempo a disposizione per porre più attenzione a lavori di rafforzamento posturale e di tecnica. Dall’altro, però, mi ha creato molte difficoltà per l’assenza di gare e, inizialmente, per l’impossibilità di correre su strada. In tutta la preparazione mi sono stati vicini il mio tecnico, Luciano Di Pardo, e la mia fisioterapista, Elvira Bucci, che mi supporta quasi ogni giorno».
Questa “mezza” è anche una proiezione all’esordio ad alto livello in maratona per il prossimo anno, magari per coltivare il sogno olimpico? «Intanto, ho in programma di disputare una maratona entro fine anno, il 5 dicembre a Valencia. Non avrà valore indicativo, ma sarà un’utile esperienza per il futuro, potendo sfruttare la condizione attuale». Le gare di maratona di livello mondiale si corrono ormai con medie di velocità altissime, sotto i 3 minuti al chilometro».
Oltre al talento, quali fattori contribuiscono ad alzare in questa misura la media competitiva? «L’abitudine a correre a ritmi elevati, sia nelle gare che negli allenamenti. Ma un salto di qualità lo hanno fatto compiere a mio avviso anche le calzature, i cui ultimi modelli sono prodotti con materiali in carbonio. Io stesso noto la differenza con le scarpe che ora uso, che sento molto performanti».
Roberto Ragonese
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