D’Ottavio mette fretta alla Vastese: «Non siamo qui per vivacchiare»

16 Novembre 2019

VASTOÈ da poche settimane a Vasto Nicola D’Ottavio, chiamato dalla società dopo un avvio di stagione che non è stato pari alle attese. Il direttore sportivo originario di Agnone, ma residente a...

VASTO
È da poche settimane a Vasto Nicola D’Ottavio, chiamato dalla società dopo un avvio di stagione che non è stato pari alle attese. Il direttore sportivo originario di Agnone, ma residente a Pescara ha tanta di quell’esperienza alle spalle che gli è bastato vedere qualche partita per farsi un’idea della Vastese che domani all’Aragona giocherà contro il Porto Sant’Elpidio. La sensazione diffusa è quella di un potenziale non del tutto espresso in queste prime undici gare.. D’Ottavio, che idea si è fatto della Vastese?
«Vasto è una piazza esigente. In serie D ha un pubblico caloroso e numeroso. Non ama vivacchiare o soffrire, come è accaduto nella passata stagione. Avere tanta gente all’Aragona è uno stimolo per i giocatori. È chiaro che se vai bene applaude, se va male ti critica. Ma il pubblico ti dà la carica e in serie D Vasto è una grande piazza».
Ormai la promozione diretta è un discorso sfumato?
«Non lo so se è sfumato. Ma a Vasto tutti hanno l’obbligo di dare il massimo. Tutti, a partire dal sottoscritto. Non so che cosa può essere il massimo, ma è questo che va perseguito in ogni partita. D’altronde, se in serie D hai giocatori del calibro di Dos Santos, Palumbo e Vittorio Esposito non ti puoi accontentare. Bisogna trovare il modo di sfruttarli al massimo. Per carità, la squadra è nuova e un periodo di rodaggio ci può stare. Ma, d’ora in avanti, occorre puntare in alto, il più possibile».
La piazza è un po’ delusa.
«Sta a noi riconquistarla con gioco e risultati. Il mio vuole essere uno sprone per tutti coloro i quali gravitano nell’ambiente biancorosso. Compattarsi e rilanciare le nostre ambizioni per evitare di vivacchiare».
E la società?
«La società è disposta a fare qualcosa per migliorare, non si tira indietro. Ma occorre anche invogliarla con i risultati».
Che cosa farete sul mercato di dicembre?
«Qualcosa faremo, come tutte le altre squadre d’altronde».
Si parla di aiuti economici dall’esterno?
«Ho 60 anni e da una vita sono nel calcio. Alla Befana non credo più da tempo. E nemmeno la proprietà a quanto ne so io. Quindi, il mio pensiero è che dovremo fidarci delle nostre forze. Non delle promesse che tardano a concretizzarsi».
All’orizzonte c’è il secondo impegno casalingo di fila.
«Bisogna pigiare il piede sull’acceleratore per cercare di recuperare terreno in classifica. Vasto è una grande piazza, deve essere uno stimolo per tutti indossare la maglia biancorossa. Sia ben chiaro, non è in discussione l’impegno del singolo. Ma per ottenere i risultati occorre sempre alzare l’asticella». (r.c.)
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