Dai serbi fino all’albanese: ecco la rete di Di Nicola

30 Luglio 2015

Una dritta sbagliata (L’Aquila-Tuttocuoio) fa saltare i legami con Nerjaku

Undici pagine di verbale in cui Ercole Di Nicola ha raccontato la sua verità sull’inchiesta Dirty Soccer, fatta eccezione per Savona-Teramo che non era all’ordine del giorno dell’interrogatorio. Undici pagine in cui il sostituto procuratore della Figc, Gianmichele Corona, il 27 giugno scorso, ha raccolto il memoriale del 38enne dirigente di Morro d’Oro ancora oggi agli arresti domiciliari con l’accusa di frode sportiva. Ad ogni contestazione l’ex responsabile dell’area tecnica ha risposto di non aver truccato alcuna partita. Men che meno di aver scommesso. Chiara la linea difensiva: davo solo suggerimenti a scommettitori esteri in base alla competenza professionale e alle informazioni assunte (assenze, squalifiche, umori e quant’altro).

I serbi e Nerjaku. Nel verbale Di Nicola fa riferimento a due gruppi stranieri con cui ha intrattenuto rapporti: quello dei serbi, che gli sarebbe stato presentato da Di Lauro, e un albanese Edmond Nerjaku, con cui sarebbe entrato in contatto attraverso Massimiliano Solidoro (all’epoca allenatore in seconda del Savona, Lega Pro, guidato da Arturo Di Napoli), nel novembre scorso. In pratica, Nerjaku sarebbe subentrato dopo che Di Nicola ha rotto con i serbi. Una rottura avvenuta a seguito di un incontro avvenuto a Recanati con i serbi e con Di Lauro. «Quando mi chiesero garanzie nella misura del doppio rispetto a quello che volevano dare, capii che non avevo più interesse a proseguire con loro, anche perché ero stato impaurito dai loro comportamenti. E’ stata l’ultima volta che mi sono visto con i serbi con cui non ho più avuto a che fare».

E Nerjaku? Gli è stato presentato da Solidoro, perché interessato all’acquisto di due squadre estere da rinforzare durante il mercato invernale. A fine novembre l’incontro a Civitanova. «Mi disse che aveva anche la possibilità di effettuare scommesse all’estero pertanto se avessi avuto informazioni sicure da dargli mi avrebbe potuto riconoscere una ricompensa», ha raccontato Di Nicola che poi ha ammesso: «In quell’occasione Nerjaku mi consegnò un apparecchio telefonico con scheda sim con il quale avrei potuto contattarlo, cosa che non ho mai fatto sino a gennaio, dopo che si è aperto il mercato».

L’osservatore in Toscana. Durante il racconto Ercole Di Nicola ha parlato anche di Davide Matteini, ex attaccante del Teramo e del Pescara, definendolo il suo osservatore personale in Toscana. Matteini nell’ultima stagione ha giocato, fino a gennaio, nella squadra di serie D dell’Atletico San Paolo di Padova e in quella precedente con Tuttocuoio e Viareggio. Il 33enne residente a Pisa figura nell’elenco degli indagati per Savona-Teramo dalla Procura di Catanzaro accusato di aver tentato (senza riuscirci) di contattare due giocatori del Savona. Inoltre Di Nicola, durante l’interrogatorio, ha detto che «era interessato a sviluppi professionali a Pisa».

L’Aquila-Tuttocuoio. Una delle quattro partite che secondo la Procura di Catanzaro Ercole Di Nicola ha combinato a favore dell’Aquila sarebbe quella del 25 marzo scorso, al Fattori, vinta dai rossoblù 1-0. Ovviamente, l’ormai ex responsabile dell’area tecnica dell’Aquila ha negato. E ha cercato di spiegare i contatti del pre-partita con il difensore del Tuttocuoio Ingrosso, che negli anni precedenti aveva vestito la maglia rossoblù. «Ingrosso», secondo Di Nicola, «mi contattava perché voleva il rimborso di spese mediche da lui sopportate per la rottura del crociato nella precedente stagione. Ci ho quindi parlato perché non volevo che facesse casini, su questa questione, in occasione della partita».

La partita del marzo scorso è stata anche l’occasione per la rottura con Nerjaku che raccoglieva, secondo Di Nicola, i suoi suggerimenti. Sì, perché, «nel dialogo con Ascari (agente di calciatori, ndr), oltre a commentare il fatto che la partita ormai non sarebbe finita con il risultato che avevo dato a Nerjaku, non ricordo in che contesto abbia detto la frase “ha detto due sicuri” e se c’erano conversazioni, con l’Ascari, precedenti». La figura dell’agente di calciatori (tra cui Eder della Sampdoria) viene evocata di nuovo dal 38enne dirigente di Morro d’Oro: «In relazione agli impegni presi con Nerjaku avevo promesso un regalo ad Ascari, il quale tentava di convincermi che lui era intervenuto e che il giocatore suo in procura Balde (senegalese, ndr) si era adoperato perché i nostri potessero tirare in porta». Il risultato suggerito a quanto sembra era 3-1, ma la gara è terminata 1-0. «L’occasione», il racconto di Di Nicola, «per me è stata utile per chiudere i rapporti con Nerjaku al quale ho ridato i soldi per la giocata da lui persa e ho chiesto di non farsi vedere più come poi effettivamente accadde».

@roccocoletti1

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