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Dalla Juventus al Cagliari: ecco le più tifate d’Italia

3 Ottobre 2026

Il sondaggio di Sponsor Value mette in luce la classifica delle squadre più seguite. Bianconeri in calo, salgono Inter e Milan. Stupisce il club sardo: aumento del 10%

PESCARA. «Noi non supereremo mai questa fase» non è solo un’espressione coniata da Nick Hornby nel suo celebre “Febbre a 90°”. È il vangelo per quei 25,6 milioni di italiani che seguono, tifano e sostengono la propria squadra del cuore. Da nord a sud dello Stivale, in ogni regione d’Italia c’è un nucleo di sostenitori. Juve, Inter, Milan. E ancora Roma e Lazio. Fiorentina e Cagliari. I cuori caldi del calcio sono sparsi in tutta la penisola e ognuno vive la passione, e la propria squadra, in maniera differente dagli altri. C’è chi va allo stadio, chi la guarda sul divano, chi sempre con le stesse persone e nello stesso luogo, come rito scaramantico, e chi, invece, non la guarda proprio e preferisce ascoltarla solo alla radio. Una cosa li accomuna tutti: il pallone. Ma come sono divisi? Quanto è vasto il popolo del tifo? E, soprattutto, qual è la squadra più tifata? Domande esistenziali che si pongono tutti gli appassionati.

Secondo l’edizione 2025/26 della ricerca Sponsor Value, condotta da StageUp in partnership con Ipsos Doxa, in testa alla classifica delle squadre di serie A con più tifosi rimane nettamente la Juventus. Il club bianconero conta 7,741 milioni di sostenitori, contro i 7,864 milioni della stagione precedente, con una flessione dell’1,6%. Un trend che, per il secondo anno consecutivo, è ribassista, a causa dei risultati ma anche di un’identità del club disallineata rispetto alle attese dei tifosi. Nonostante ciò, il club bianconero riesce ancora a guadagnare consensi in Abruzzo e in gran parte del Sud Italia.

Al secondo posto si conferma l’Inter, campione d’Italia, con 4,275 milioni di tifosi, in crescita del 2,3% rispetto al 2025. I due scudetti conquistati nelle ultime tre stagioni, la vittoria della Coppa Italia nel 2026 e i percorsi europei consentono ai nerazzurri di affermarsi per il quarto anno consecutivo davanti ai “cugini” del Milan (3,976 milioni), che registrano però un +4,2% in un’annata positiva sul campo, nonostante la Champions sfuggita all’ultima giornata.

Completano la top 5 il Napoli (3,079 milioni), in aumento per il secondo anno consecutivo (+1,4%), e la Roma (1,790 milioni), che precede la Fiorentina (655mila), sesta, in contrazione del 6,6% dopo un’annata difficile e al di sotto delle aspettative iniziali, tra le più complicate della sua storia recente e segnata anche dalle contestazioni della tifoseria. Ma la stagione 2025/26 è anche quella che vede salire in classifica i club considerati di media o bassa fascia. Il Cagliari raggiunge quota 642mila sostenitori, con un incremento del 10,1% rispetto ai 583mila della stagione precedente: è la crescita percentuale più elevata tra le società per le quali è disponibile il confronto su base omogenea.

Il balzo consente al Cagliari di superare anche la Lazio, che scende da 649mila a 633mila tifosi, registrando una contrazione del 2,5% e continuando ad accusare la forte competizione con la Roma. Il dato del Cagliari conferma ancora una volta il forte archetipo di Davide contro Golia: battere un avversario blasonato genera una narrazione di riscatto che travalica i propri confini territoriali e attrae simpatie trasversali. Anche se la roccaforte dei tifosi resta, nel caso del Cagliari, l’Isola.

Il risvolto dei risultati si vede anche nel caso del Como: il club lariano ha visto aumentare i propri tifosi in maniera esponenziale proprio negli ultimi anni, con la scalata dalla serie C alla Champions League. Un sintomo del metodo accurato del club, ma anche del fatto che tanti comaschi, negli ultimi tempi e con il crescere dei risultati, hanno cambiato casacca. Chi tifava Juve, Inter o Milan oggi si professa tifoso del Como. Una cosa è certa: il calcio resta una delle “malattie” di cui il Paese continua a soffrire, o a godere. I numeri raccontano la geografia del tifo, ma non la sua intensità. Quella, ancora oggi, non si misura con una percentuale.

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