Di Biagio: chiamerò Buffon, Barzagli e De Rossi non ci saranno

FIRENZE. La prima Italia dopo il crac Mondiale porta il timbro di Gigi Di Biagio. Ct traghettatore per tutti, ct a pieno titolo nelle sue intenzioni. Che guardano oltre le due partite di marzo per...
FIRENZE. La prima Italia dopo il crac Mondiale porta il timbro di Gigi Di Biagio. Ct traghettatore per tutti, ct a pieno titolo nelle sue intenzioni. Che guardano oltre le due partite di marzo per le quali la Figc gli ha affidato la nazionale. «Chiamatemi anche traghettatore, ma io mi sento un ct a pieno titolo. E voglio mettere in difficoltà la federazione», dice al suo primo giorno da guida della nazionale. Di Biagio racconta che per le amichevoli contro Inghilterra e Argentina tornerà Buffon, che le porte per Balotelli non sono chiuse, che il futuro è dei giovani. Ma soprattutto che ha intenzione di giocarsi tutte le sue carte anche per andare oltre il doppio impegno di marzo. «Chiamatemi come volete, anche traghettatore, è l'ultimo dei miei problemi», sorride Di Biagio nel primo giorno di stage a Coverciano.
La sfida lo intriga: «So benissimo qual è adesso il mio ruolo, sono realista ma pure ambizioso. E l'esperienza non mi manca, ho fatto tre trienni con l'Under 21 convocando 150 giocatori, conosco l'80% dei ragazzi che faranno parte del nuovo ciclo». C'è chi si sta mettendo in luce e a suo avviso ha tutto per fare già parte della Nazionale maggiore, a partire da Federico Chiesa, uno dei 23 convocati per questo stage. L'esterno della Fiorentina non è il solo: «Ce ne sono almeno 4-5 già pronti. Quanto succede al Milan ad esempio è un punto a favore della Nazionale, penso a Cutrone, Romagnoli, Calabria. Senza contare che il mio amico Gattuso sta dimostrando che Bonucci può giocare pure in una difesa a quattro, lo schieramento che prediligo anche se sono aperto a più soluzioni». In mezzo a tanta gioventù Di Biagio non dimentica i “senatori”: «Ho parlato con alcuni di loro, compreso Buffon. Per me non è giusto che un giocatore importante come Gigi, con la sua storia e il suo prestigio, smetta con la Svezia. Gli ho proposto allora di fare almeno ancora due o tre partite per poi prendere una decisione più avanti, a giugno. Quindi con ogni probabilità lui farà parte della spedizione di marzo, come anche Chiellini. Mentre non ci saranno Barzagli che mi ha confermato di voler lasciare e De Rossi che ha qualche problema».

