Di Fabio, scuola e marcia «Il lavoro paga sempre»

22 Luglio 2024

17 anni a novembre: si divide tra Cepagatti e Chieti dove si allena e va a scuola Il successo di venerdì sera in Slovacchia sui 5.000 metri segna il salto di qualità 

PESCARA. La vittoria del titolo europeo Under 18 nella gara di marcia dei 5.000 metri con un tempo di grande significato tecnico, 21’50”80, rappresenta per Serena Di Fabio la consacrazione di una stagione esaltante. Da ricordare che il 21 aprile scorso si è anche piazzata settima nella Coppa del Mondo under 20 di marcia km 10 su strada. Una prestazione, quella conseguita agli europei di categoria di atletica leggera che si sono svolti a Banska Bystrica, in Slovacchia, che la consolida come migliore Under 18 italiana di tutti i tempi, la prima a scendere sotto il muro dei 22 minuti. Solo per rendere l’idea dell’impresa a livello cronometrico, la campionessa olimpica ed europea Antonella Palmisano alla stessa età vantava 22’58”52. Forse, l’approdo in una dimensione nuova per Di Fabio, destinata a raccogliere l’eredità di campioni in una disciplina che all’Italia e all’Abruzzo ha sempre dato grandi soddisfazioni.
L’atleta di Cepagatti, che compirà 17 anni il 23 novembre, è tesserata con la polisportiva Tethys Chieti da dieci anni, da quando è arrivata al campo di atletica dello stadio Angelini di Chieti dove si allena tuttora. Serena Di Fabio frequenta il liceo scientifico Masci di Chieti con una media elevatissima (sopra il nove), a smentire quanti vedono nello sport agonistico di alto livello un ostacolo allo studio.
« Sono stata ripagata di tutto il lavoro svolto», è il commento di Serena Di Fabio. «Ero tranquilla prima della partenza. Sono stata aiutata dal supporto di tutti: della squadra, del mio tecnico e della sorpresa che mi ha fatto la mia famiglia nel venirmi a vedere». L’atletica è uno di quegli sport dove non esiste il colpo di fortuna per ottenere una vittoria. È quello che cerca di insegnare ai suoi atleti Nicola Piro, professore di educazione fisica, tecnico della Di Fabio dai suoi primi passi in atletica.
«Non mi aspettavo che potesse scendere sotto i 22 minuti in questa gara», ha detto il tecnico da Banska Bystrica. «Pensavo che valesse intorno ai 22 minuti e, invece, ha superato persino le indicazioni degli allenamenti. Ha affrontato l’impegno con molta sicurezza, che le veniva dalla bontà del lavoro svolto».
Roberto Ragonese