Di Francesco: noi bravi, Pescara non deve mollare

23 Gennaio 2017

Prima volta in una gara ufficiale da avversario all’Adriatico: «Gioia e dolore i sentimenti che accompagnano il mio ritorno. Il pensiero è sempre al Rigopiano»

PESCARA. In un clima surreale il Sassuolo sbanca l'Adriatico e probabilmente decreta la fine delle residue speranze di salvezza del Pescara.

L'ingrata sentenza, benché non ancora senza appello, ironia della sorte, viene pronunciata dalla squadra guidata da un uomo che, di fatto, ha rappresentato una parte importante della storia recente della società biancoazzurra. Eusebio Di Francesco, c'è da scommetterlo, ha vissuto una domenica diversa dalle altre. Una domenica sicuramente non facile. Abruzzese verace, ha dovuto condividere nella sua terra martoriata il dolore per quanto sta accadendo per i disagi del maltempo e la tragedia del Rigopiano con l'aspetto professionale, legato ad una partita di calcio proprio contro la squadra del cuore.

E non è un caso che le prime parole del tecnico pescarese riguardino gli aspetti non sportivi di una giornata particolare, monito di quello che in certi momenti conta davvero: «Quello che ho vissuto tornando nella mia terra», racconta Di Francesco, «non c'entra nulla con il calcio. In questi giorni sono rimasto letteralmente incollato alla televisione per seguire ciò che accadeva al Rigopiano di Farindola. Il mio pensiero ed il mio cuore erano costantemente lì. L'emozione che ho provato nel vedere il primo bambino risalire in superficie vivo è indescrivibile; mi sono veramente commosso. Gioia e dolore sono i sentimenti che hanno accompagnato questo ritorno a casa. Poi ci sono gli aspetti sportivi. Siamo dei professionisti», continua con un malcelato e rispettoso senso del pudore, «ed è chiaro che ho fatto di tutto per vincere questa partita. Ho grande rispetto ed amore per la Pescara calcistica, ma in questo momento la mia realtà sportiva è il Sassuolo ed è giusto che dia il massimo per questa squadra. Per questo sono contento di questo risultato e della prestazione dei miei ragazzi. Oggi (ieri ndc) non era assolutamente facile contro un Pescara alla disperata ricerca di punti e in un ambiente particolare. Siamo stati bravi».

A questo punto, consapevole dei risvolti negativi che la vittoria del suo Sassuolo, insieme agli altri risultati maturati in questa nefasta domenica, potrebbe avere sul proseguo del campionato del Pescara, Di Francesco non lesina parole di sepranza, in verità non particolarmente convinte, per la sua ex squadra: «E' innegabile che la vittoria dell'Empoli contro l'Udinese ha creato grandi problemi alle inseguitrici. Credo, però, che pensare che ormai sia tutto finito sia sbagliato. Sono convinto altresì che sia giusto che il Pescara debba credere ancora fermamente nella possibilità di salvarsi. Nel calcio nulla è impossibile, soprattutto quando mancano ancora tante partite alla fine. Certo recuperare tanti punti di differenza non sarà impresa facile, ma bisogna combattere con fede fino al termine. Il Pescara è cambiato molto (in realtà in campo c’era solo Stendardo dei rinforzi di gennaio, ndc) da quello che avevamo incontrato all'andata, sia da un punto di vista tattico che negli interpreti in campo. Diciamo che la squadra di oggi (ieri, ndc) è meno sbarazzina e spensierata. Ha inserito numerosi giocatori di esperienza, in grado di accompagnare al meglio i giovani. Magari», continua Di Francesco, «in questo momento il loro apporto non è ancora ben visibile, ma sono certo che nel proseguo del campionato si farà sentire. Vi assicuro che in molte partite avere giocatori di questo tipo è fondamentale».

Parlando di calciatori esperti è inevitabile che il discorso vada su Alberto Aquilani che, da oggetto oscuro in maglia biancazzurra, è diventato perno insostituibile del centrocampo in maglia neroverde: «Nella zona nevralgica del campo, in mezzo a tanti bravi giovani come Defrel, Mazzitelli e Pellegrini, avevo assoluto bisogno di un giocatore di esperienza, capace di essere allenatore sul terreno di gioco. Aquilani per noi è questo. Per far crescere al meglio i giovani ci vogliono maestri in campo. Alberto lo è e lo sta facendo alla grande».

Per il Sassuolo si tratta della seconda vittoria di fila dopo quella della scorsa settimana con il Palermo. Gli emiliani avevano vinto solo una volta fuori casa, a Palermo, ad agosto, quando era la prima giornata. Sul mercato i neroverdi sono alle prese con il caso Defrel: il francese è entrato in campo nel finale, ieri. Lui vuole andare alla Roma, ma la società del patron Squinzi nicchia.

Tommaso Palmerio

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