Di Fulvio: ogni giorno cerco di migliorarmi, così si diventa campioni

3 Gennaio 2023

Il 29enne pescarese si gode il Total Waterpolo Player Award: «Il segreto? Talento, lavoro e giocare insieme ai migliori»

PESCARA. E’ improbabile che Francesco Di Fulvio possa chiedere al 2023 qualcosa di meglio rispetto all’anno che si è messo alle spalle e che lo ha incoronato miglior pallanuotista al mondo.
Di Fulvio, infatti, ha vinto scudetto, coppa Italia, Champions League e Supercoppa con la Pro Recco, oltre alla medaglia d'argento ai Mondiali di Budapest. Dulcis in fundo il Total Waterpolo Player of the Year Award, il riconoscimento più prestigioso per un singolo atleta paragonabile al Pallone d'Oro nel calcio. A votarlo sono stati più di 50 allenatori, i capitani delle squadre e i rappresentanti dei media, oltre a 8000 voti espressi dal pubblico. Nella classifica finale Di Fulvio ha totalizzato 117 preferenze, 21 in più dello spagnolo Felipe Perrone e 24 in più del terzo classificato, l'altro iberico Alvaro Granados. È al culmine della carriera. Il riconoscimento è arrivato nel pieno della maturità professionale del 29enne pescarese figlio d’arte, attaccante della Pro Recco e della Nazionale. E’ alla nona stagione con la Pro Recco, la Juventus della pallanuoto, che l’ha ingaggiato dal Brescia. Ha una bacheca di trofei da far invidia. E il suo contratto scadrà nel 2024 in concomitanza con quella che potrebbe essere la sua terza Olimpiade, nel 2024 a Parigi. È a tutti gli effetti un’eccellenza dell’Abruzzo dello sport, capace di caratterizzarsi anche per l’umiltà e la disponibilità.
Di Fulvio, a chi dedica l’ultimo riconoscimento conquistato?
«Essenzialmente alla società, al tecnico e ai compagni di club e della Nazionale. Devo a loro la vittoria, perché mi hanno messo in condizione di esprimermi al meglio. Sono fortunato perché sia nella Pro Recco che nell’Italia gioco con tanti campioni a cui ogni giorno cerco di rubare qualcosa per stare sempre sul pezzo».
Anche lei è un campione.
«Per carità, ma nella vita bisogna sempre migliorarsi. Per arrivare a certi traguardi occorre avere l’ambizione e la dedizione. Serve quello spirito di sacrificio che ti porta a dare il massimo in ogni allenamento. Ogni giorno».
Frasi un po’ scontate?
«Saranno anche scontate, ma sono la sacrosanta verità».
Se l’aspettava il Pallone d’oro della pallanuoto?
«Sono stato anche fortunato perché ho giocato e gioco in una squadra, la Pro Recco, che in pratica ha vinto tutto nel 2022. Se non fossero arrivati certi successi le preferenze sarebbero andate ad altri. Ripeto: in squadra ci sono 16 campioni».
Quanto tempo si allena?
«Quasi tutti i giorni della settimana. Diciamo tre ore in acqua e una e mezza in palestra ogni giorno».
E fuori dalla vasca?
«Intanto ho conseguito la laurea in Scienze motorie. A distanza, ma ce l’ho fatta. Anche questo traguardo non era affatto scontato, perché non c’è molto tempo libero a disposizione. E poi mi piace leggere e trascorrere serate con gli amici».
Papà Franco allenatore, Andrea e Carlo giocano in A2 di pallanuoto. Che cosa le hanno detto?
«Che sono orgogliosi e fieri di me».
Che cosa chiede al 2023?
«Che non sia da meno del 2022».
Sarà un anno intenso.
«Abbiamo il finale di stagione con la Pro Recco impegnativo, a partire dalla coppa Italia. Poi campionato e Champions. A luglio, inoltre, ci sono i Mondiali in Giappone. Che sono molto importanti perché qualificanti per le Olimpiadi 2024. E questo pass per Parigi prima lo prendiamo e meglio è».
Difficile chiedere a chi ha appena vinto il riconoscimento di miglior pallanuotista in che cosa dovrebbe migliorare.
«E invece no, c’è da migliorare. Ad esempio nella tenuta mentale che è fondamentale. Non sono un robot, non è facile dare il massimo ogni giorno. E poi sul piano tecnico in tutte le zone del campo c’è da imparare. Per restare a certi livelli, non bisogna dare nulla per scontato. E cercare di migliorarsi».
Adesso?
«Si riparte. In tutti i sensi. Ho trascorso le vacanze di Natale con i familiari, a Pescara. E sto ripartendo (ieri, ndr) per la Liguria dove mi attendono gli allenamenti per la ripresa dell’attività agonistica».
Continua a tifare il Pescara calcio?
«Ovviamente».
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