Di Gennaro: l’estate scorsa vicino ai biancazzurri

Il regista vicentino: «Mancava poco per la firma, ma poi saltò tutto. Oddo? Nel Milan eravamo amici»
PESCARA. Da biancazzurro mancato ad avversario. «La scorsa estate, nell'ultimo giorno di mercato, sono stato vicinissimo al Pescara. Avevo parlato anche con Baroni e sembrava tutto fatto per il mio trasferimento, poi, però, saltò tutto e sono finito al Vicenza». Davide Di Gennaro, 27 anni, centrocampista biancorosso è la mente del Vicenza di Pasquale Marino. L’ex tecnico del Delfino lo ha trasformato da trequartista a metodista. Di Gennaro domani sera sarà in campo dopo aver scontato il turno di squalifica. «Per noi la finale sarebbe un giusto premio dopo una stagione fantastica. Faremo di tutto per vincere, ma i play off sono partite totalmente diverse rispetto a quelle di campionato. Abbiamo entrambe le stesse possibilità di passare il turno».
Oltre a lui, rientrerà anche il bomber Cocco, anche se ieri ha svolto un lavoro differenziato, ma non Manfredini e Brighenti. «Vincerà chi avrà più benzina nelle gambe e il Vicenza farà di tutto per ribaltare il risultato dell’andata. Per noi è motivo d'orgoglio giocarci la serie A contro una squadra costruita per vincere il campionato. A Pescara abbiamo fatto una buona gara e per 60' siamo stati superiori, poi i biancazzurri, grazie a i cambi, nell'ultima mezz'ora hanno fatto la partita e hanno trovato il gol», continua l’ex bimbo prodigio cresciuto nel Milan con Oddo. «Di Massimo ho un gran bel ricordo. Ho giocato con lui nella stagione 2009-2010, con Leonardo in panchina, ero poco più che ventunenne. Oddo era il giocatore con il quale andavo più d'accordo. Sinceramente non avrei mai immaginato che potesse intraprendere la carriera d'allenatore. Nelle ultime due gare si è visto che ha cambiato la squadra non solo a livello psicologico, ma anche tattico».
E chiude individuando il giocatore più temibile del Pescara. «Il più forte è Marco Sansovini. Abbiamo giocato insieme a La Spezia e siamo ancora amici. Quella fu una stagione fantastica e lui segnò una ventina di gol. A 35 anni è ancora in grado di fare la differenza e si è visto anche durante la gara d'andata. Marco è davvero una gran bella persona». (l.d.m.)
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