Di Matteo abbandona e il Chieti passa nelle mani di Ferro

30 Luglio 2024

L’imprenditore campano: «Troppi in tre a comandare» Il presidente ed ex calciatore: «Non mi spaventa nulla»

CHIETI. A Chieti l’era di Nicola Di Matteo è già finita. Ieri doveva essere la giornata della presentazione del nuovo assetto societario guidato dal 72enne imprenditore edile campano e invece è arrivato l’ennesimo scossone. Di Matteo non si è visto e si è già defilato. Il suo 70%, che si era impegnato a rilevare dopo l’accordo preliminare siglato con Ettore Serra, passerà nelle mani di Daniele Ferro che da potenziale socio di minoranza con il 15% diventerà il maggiore azionista e sarà il presidente. L’altro 30% resterà a Serra. Di Matteo non avrà nessuna quota e nessun ruolo. Eppure, nemmeno dieci giorni fa, era stato accolto come il salvatore della patria per aver versato 150mila euro per l’iscrizione in serie D e si era presentato ai tifosi e alle istituzioni parlando di progetti. Poi l’improvviso dietrofront. «Non me la sono sentita di continuare per due motivi», spiega Di Matteo. «Il primo è la distanza perché vivo a Bologna. E poi a me piace gestire da solo. Tre soci sono troppi. Deve comandare uno solo. C’era questa possibilità di Ferro ed è giusto che lui faccia il presidente perché è del posto. Ora ci accorderemo su come recuperare i soldi che ho messo per l’iscrizione. Io il mio l’ho fatto e sono felice di aver salvato il Chieti». Così in conferenza stampa la scena se l’è presa tutta il 31enne Ferro, imprenditore campano residente a Pescara ed ex calciatore. «Stiamo definendo tutto con i nostri legali», dice Ferro. «Non conosco i tempi, ma è mia intenzione rilevare il 70%. Di Matteo ha fatto qualcosa di straordinario per Chieti, ma in maniera intelligente ha capito che era meglio lasciare a chi è operativo sul territorio». In una sala stampa gremita non sono mancati attimi di tensione quando alcuni tifosi hanno contestato Serra, seduto al tavolo accanto ai dirigenti, accusandolo di aver portato la società ad un passo dal fallimento. «Non bisogna pensare al passato», la replica di Ferro, «ora dobbiamo restare tutti uniti. Abbiamo già fatto un miracolo ad iscrivere la squadra perché siamo stati ricattati da un giocatore e abbiamo presentato la domanda alle 13,57 del 22 luglio, tre minuti prima della scadenza. Obiettivi? Non dirò mai che vinceremo il campionato, ma allestiremo un organico degno del blasone del Chieti. Tutti mi hanno detto che sono un pazzo a venire qui. Sono giovane, ma vi assicuro che ho due palle grandi così. Sono partito dal nulla, non avevo una lira in tasca e adesso guido un'azienda con un fatturato di 10 milioni di euro e 250 dipendenti. Non mi spaventa nulla». Il dg Adelmo Berardo ha chiesto sostegno alla tifoseria e ha parlato di un organigramma in via di definizione dove troveranno spazio anche Enzo Vito e Alessandro Gorni (responsabile marketing e comunicazione), entrambi presenti in conferenza. Il ds Michele Ciccone ha promesso che «sarà allestito un organico competitivo con giocatori motivati senza ripetere gli errori del passato». In sede c’era il tecnico Ignoffo con il suo vice Valerio Puma e il match analyst Gabriele Tumino. La partenza per il ritiro di Chianciano Terme, in programma per domani, potrebbe slittare di qualche giorno perché la squadra è in costruzione e la società vorrebbe partire con una rosa quasi al completo.
Le altre. L’Aquila ha preso il centrocampista Andrea Marcucci (nella foto in alto), classe 1999, cresciuto nelle giovanili della Roma e con un passato in B alla Virtus Entella e in C con Imolese, Latina, Pistoiese e Montevarchi. Lo scorso anno ha giocato in D col Portici. Intanto, decolla la campagna abbonamenti: sottoscritte 310 tessere in 5 giorni.
Giammarco Giardini
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