Di Nicola: L’Aquila è maestra nel farsi del male

Il ds dei rossoblù sulle contestazioni di sabato: «Bisogna ignorare i provocatori» E sulla sconfitta: «Squadra scarica, troppe voci. Il mercato? Ne parlo dopo il 22»
L’AQUILA. Le vertigini possono fare brutti scherzi. È successo all’Aquila che sabato ha perso a sorpresa al “Fattori” con l’ultima della classe Pro Piacenza, interrompendo la striscia di sei risultati utili consecutivi e lasciando il secondo posto della classifica. La reazione alla sconfitta sugli spalti e sui social network di una piccola frangia di tifosi è sembrata però davvero esagerata. Al fischio finale sono volati urli e offese all’indirizzo dei ragazzi di Zavettieri, chiamati mercenari e venduti. Un comportamento sopra le righe e difficilmente spiegabile perché, al di là della bruttissima gara, i rossoblù non meritavano un simile trattamento per quanto stanno facendo da due mesi a questa parte.
A tuonare sull’argomento è il responsabile dell’area tecnica Ercole Di Nicola: «L’ho sempre detto, L’Aquila è una piazza particolare dove si è maestri a farsi male da soli. Qui c’è gente che non vuole il bene di questi colori, ma se qualche detrattore pensa di affondarci con quelle quattro offese, ha sbagliato di grosso. La parola d’ordine ora è tacere, non rispondere alle provocazioni e lavorare sodo». Parole chiare e condivisibili quelle del dirigente rossoblù per una squadra che ha bisogno ora più che mai della vicinanza del pubblico per non rompere i sottili equilibri trovati con l’arrivo di Zavettieri. Anche se poi, riflettendoci, è difficile pensare ai sogni di gloria con i soliti ammirevoli milletrecento tifosi sugli spalti a partita, per giunta con i rossoblù vice-capolista in serie C e in lotta con piazze da serie A, di altro budget e blasone come Ascoli, Pisa e Reggiana. Chiuso l’argomento tifoseria, per Di Nicola la disfatta dei rossoblù con il Piacenza è stata nella mente: «Ho avvertito nello spogliatoio una squadra scarica a livello nervoso. Dal mio punto di vista il risultato psicologico dei ragazzi è stato condizionato dalla scorsa settimana dove da martedì a sabato si è parlato di tutto tranne che della partita. Mi riferisco alle polemiche sulle questioni economiche, societarie e sul mercato. Sono argomenti che non devono toccare la squadra e che soprattutto andrebbero affrontati con maturità nei momenti più opportuni nell’arco del campionato».
Ora però è già tempo di pensare a Grosseto per chiudere nel migliore dei modi il 2014 e concentrarsi poi sulla sessione di mercato invernale. Di Nicola: «Siamo vivi, sono convinto che ci rialzeremo già sabato. E’ fondamentale ritrovare subito la giusta fame e cattiveria. Mercato? Non ne voglio più parlare fino al 22 dicembre, pensiamo all’ultima partita dell’anno poi ci sarà tutto il tempo per capire con quali operazioni rinforzare la rosa». Sul fronte mercato, aspettando gli ultimi sviluppi sull’affare Virdis, sabato più che mai si è capito quanto L’Aquila abbia bisogno di una punta. Contro difese di peso e centimetri come quella della Pro Piacenza, l’attacco leggero disegnato da Zavettieri con Mancini dietro Pacilli e Sandomenico è sembrato spuntato e mai in grado di fare davvero male. Se a questo aggiungiamo un Perna sempre più scarico e sfiduciato, a conti fatti in questo momento i rossoblù non hanno una vera punta da mandare in campo. Urge intervenire così come sugli esterni dove, con Scrugli fuori per scelta tecnica e Triarico ancora lontano dalla condizione, è necessario un laterale di categoria.
Giammarco Menga
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