Di Paolantonio a 360° «Io, teramano amato dai rosetani»
L’allenatore degli Sharks si racconta e punta dritto ai play off: «Possiamo farcela, ora testa al Mantova. Il futuro? Vedremo»
INVIATO A ROSETO. Un teramano che ha conquistato i rosetani. Non era un’impresa semplice, vista la rivalità tra le due tifoserie. Invece, Il coach della VisitRoseto.it Emanuele Di Paolantonio ha vinto lo scetticismo e ribaltato i pronostici. Ai nastri di partenza nessuno avrebbe scommesso su un torneo così esaltante della sua squadra che ora è sesta e sogna i play off dopo essere stata inserita alla vigilia del torneo come una delle principali candidate alla retrocessione.
L’anno scorso Di Paolantonio era il vice di Tony Trullo, quest’anno è il primo attore di una rappresentazione entusiasmante. Dopo una lunga gavetta, al suo debutto da primo allenatore ha centrato la salvezza con largo anticipo. «Sono di Teramo e ho lavorato tanti anni per il club della mia città», afferma Di Paolantonio, «ora sono a Roseto e fare bene qui mi riempie d’orgoglio. Potevo essere visto come un “avversario” in senso sportivo, invece il pubblico e la società mi hanno accolto benissimo consentendomi di portare avanti il compito con serenità».
Domenica torna il campionato dopo la sosta per la xoppa Italia. Al Pala Maggetti arriva Mantova, che ha gli stessi punti degli Sharks e all’andata vinse nettamente (73-56). «È una corazzata reduce dalle Final Eight di Coppa Italia. Domenica proveremo a prenderci la rivincita. In questi giorni ci siamo preparati bene al mini ciclo che ci separa dalla fine della stagione». Il presidente Cimorosi vorrebbe confermarlo per l’anno prossimo, ma il 35enne teramano non si sbilancia. «La società mi ha manifestato la volontà di proseguire il rapporto, però il mio futuro si chiama Mantova. Da qui alla fine del campionato possono succedere tante cose. Vedremo alla fine, anche se sarei contentissimo di restare». I tifosi rosetani sognano i play off. «Siamo stati bravi a conquistare un risultato insperato e ora possiamo giocarci le nostre chance per centrare un traguardo prestigioso. Vivremo questa fase senza assilli»
La sua formazione professionale si è sviluppata da terzo allenatore, poi da vice accanto a numerosi tecnici blasonati, tra cui Capobianco e Recalcati. «Ho avuto la fortuna di lavorare con alcuni mostri sacri del basket, poi ho sviluppato una mia idea di pallacanestro. Non sono un integralista, per me un allenatore deve sempre adattarsi alle caratteristiche dei giocatori».
L’anno scorso Allen, ora Smith. Difficilmente Roseto sbaglia quando bisogna scegliere gli americani. «In questi casi c’è bravura e anche un po’ di fortuna. Va detto che sia nella passata stagione con Allen che in quella in corso con Smith il gruppo di italiani ha saputo valorizzare il talento dei due giocatori». Non solo Smith, finora bene tutti. Da Sherrod a Fultz passando per Amoroso, un lusso per la categoria. «In A2 Amoroso vale più di un americano. È un giocatore incredibile, ha una carica pazzesca e vuole vincere sempre, anche in allenamento». Ottimo anche il rendimento di Casagrande, che completa il quintetto base ed è stato voluto fortemente dal coach degli Sharks. «Non lo conoscevo bene. La scorsa estate l’ho visto giocare con Roma e sono rimasto colpito. Ha energia, aggressività, agonismo, era la pedina che ci mancava».
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