Dodici club contro le squadre di Lanciano: «Alterano il torneo»

29 Febbraio 2024

LANCIANO. Un club in lotta per la salvezza deve vedersela con una corazzata e, un paio di domeniche dopo, una diretta concorrente affronta la stessa squadra che non è neanche in grado di schierare...

LANCIANO. Un club in lotta per la salvezza deve vedersela con una corazzata e, un paio di domeniche dopo, una diretta concorrente affronta la stessa squadra che non è neanche in grado di schierare undici giocatori. È in estrema sintesi quello che succede nel girone C del campionato di Promozione, che ha spinto dodici società a denunciare le anomalie che stanno causando i due club che portano il nome di Lanciano: il Miglianico-Lanciano Fc e il Lanciano 1920. A far sentire la propria voce sono Atessa, Bacigalupo Vasto Marina, Casolana, Francavilla, Ortona, Rapino, San Giovanni Teatino, San Salvo, San Vito ’83, Sporting Altino, Villa 2015 e Virtus Castel Frentano. Chiedono un incontro con i vertici del comitato Abruzzo per «intercedere con la Lnd nazionale al fine di stimolare la produzione di leggi e regolamenti per consentire un regolare e sereno svolgimento dei campionati dilettantistici».
«Le regole in ogni ambito vengono emanate dopo il verificarsi di eventi spiacevoli al fine di non reiterarli», osservano giustamente i dodici. E gli «eventi spiacevoli» sono quelli cuasati da due società partite con grossi proclami e rose di buon livello che ora vanno avanti a singhiozzo. Una è quella dell’ex presidente del Miglianico, Valeriano Palombaro che ha portato il titolo a Lanciano: è primo ma attraversa una crisi dalla quale non si sa come ne verrà fuori. L’altra è il “1920” di Max Pincione, che a dicembre ha smobilitato e ricostruito ed è in zona play out. Entrambe si sono presentate in campo sia da corazzata sia senza “arrivare a undici”, e così «ci sono squadre che hanno ottenuto vantaggi e altre ne avranno, a discapito delle compagini che le hanno affrontato in forza».
«Rispetto verso la città di Lanciano e la sua storia che hanno reso fieri tutti gli sportivi abruzzesi», scrivono i dodici club, «però ci preme mettere in evidenza che le due squadre stanno “alterando” l’intera stagione», con «una campagna estiva dei tesseramenti con rimborsi importanti promessi a chi magari oggi avrebbe indossato altra maglia», oppure «atleti non svincolati, di fatto precludendo loro di giocare ancora nel calcio a 11». Una situazione anomala, che a ragione fa storcere il naso a dodici club, e che di certo non fa onore al buon nome sportivo di Lanciano e alla sua tradizione.
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