Doping, è caos totale verso Rio: spuntano altri 45 atleti positivi

23 Luglio 2016

ROMA. Il Cio continua a gettare la rete dell'antidoping nelle passate edizioni delle Olimpiadi e non la recupera mai vuota. Altri 45 atleti, 23 dei quali vincitori di medaglie, sono risultati...

ROMA. Il Cio continua a gettare la rete dell'antidoping nelle passate edizioni delle Olimpiadi e non la recupera mai vuota. Altri 45 atleti, 23 dei quali vincitori di medaglie, sono risultati positivi nei test ripetuti sui campioni prelevati a Pechino 2008 e Londra 2012, portando il numero totale a 98. E subito, su twitter, Filippo Magnini ha commentato: «Chissà che i miei 2 quarti posti di staffetta nel 2008 alle Olimpiadi non fossero invece 2 bronzi meritati!». Secondo quanto ha riferito il Comitato olimpico internazionale, 30 nuovi casi sono emersi dai Giochi in Cina (in quattro sport fra atleti provenienti da otto Paesi) e 15 da quelli londinesi (in due discipline e su atleti di nove Paesi). Dunque, i metodi di controllo più sofisticati e la possibilità di svolgere nuovi test fino a otto anni di distanza a ritroso, confermano le più fosche previsioni. La notizia arriva il giorno dopo la decisione del Tas di respingere il ricorso dei 68 atleti russi, escludendo di fatto la Russia dell'atletica leggera dai Giochi di Rio.

Intanto il marciatore altoatesino Alex Schwazer, sospeso per un altro caso – questa volta controverso – di doping, ha chiesto l’intervento di Corinne Schmidhauser, presidente della Divisione Arbitrale d’appello del Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna. Si tratta dell’ultimo tentativo per evitare l’arbitrato a Rio de Janeiro che dovrebbe iniziare a partire dal 4 agosto, il giorno della vigilia dell’apertura dei Giochi.