Du Toit: qui una famiglia La serie A è molto dura

VILLA SANT’ANGELO. Un sudafricano ai piedi del Gran Sasso. Jesse Du Toit è il primo straniero della giovane, ma prestigiosa, storia del club grigiorosso, voluto in estate dal dg Pierfrancesco...
VILLA SANT’ANGELO. Un sudafricano ai piedi del Gran Sasso. Jesse Du Toit è il primo straniero della giovane, ma prestigiosa, storia del club grigiorosso, voluto in estate dal dg Pierfrancesco Anibaldi, per puntare alla pool promozione.
Faccia da bravo ragazzo, piede preciso, fresca laurea in Economia e commercio, Du Toit è arrivato in Abruzzo da una regione, lo Mpumalanga che significa in lingua Zulu “luogo dove sorge il sole”, che tanto ha dato agli Springboks.
«Ho giocato a rugby per tutto il periodo delle scuole medie e superiori, anche nella selezione della mia provincia», racconta l’estremo, classe 1996, nato a Nelspruit, appena fuori da Kruger National Park, «poi mi sono trasferito a Bloemfontein, dove ho giocato in coppa Varsity per l’Università Centrale di Tecnologia e nelle fila degli Steinhoff Rhinos». L'inserimento nel gruppo è stato ottimale, e ha assistito all’Olimpico al match tra Italia e All Blacks e dalla tv alla clamorosa sconfitta di Firenze del suo Sud Africa contro gli azzurri. «La società si è comportata benissimo, sono stati tutti accoglienti e mi hanno aiutato in ogni modo», afferma l’estremo-apertura, che ha siglato 45 degli 86 punti realizzati dalla squadra aquilana, «ho la sensazione di essere in una grande famiglia. Mi sto godendo questa esperienza, anche se ho dovuto adattarmi al clima freddo. Mi mancano la famiglia e la ragazza, con cui nei giorni scorsi ho visitato l’Italia, ma amo la cultura e lo stile di vita italiano». La pausa è arrivata nel momento giusto per la formazione allenata da Francesco Iannucci che, per il match di domenica 4 dicembre a Benevento, potrebbe recuperare qualcuno dei tanti infortunati. «Il campionato è stato difficile finora», commenta Du Toit, «non abbiamo avuto la migliore delle partenze, ma non vedo l’ora di affrontare le prossime partite. Il derby con L'Aquila è stato un momento speciale, qualcosa che ricorderò per sempre, così come la passione dei nostri sostenitori, che si uniscono alla squadra dopo la partita e sono molto legati al club. La serie A italiana è fisicamente più impegnativa dei campionati che ho affrontato in Sudafrica, il gioco è più orientato agli avanti, mentre da noi è più veloce e aperto».(t.c.)
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