E l’ivoriano Bakayoko porta il sisma aquilano in tv

16 Novembre 2022

Il difensore gioca nei dilettanti ed è protagonista di un docufilm sulla ricostruzione del capoluogo

L'AQUILA. Si è messo alle spalle le difficoltà di un'infanzia e un'adolescenza vissuta in Costa d'Avorio, per raggiungere l'Italia e poi L'Aquila e da lì ripartire, in una nuova dimensione. Ma la storia del 27enne Bensiaka Bakayoko, giovane migrante, non è una storia come tante. «Sono arrivato nella in Italia il 24 maggio 2017 e da quel momento ho sempre cercato di integrarmi lavorando e facendo parte di tanti progetti e attività», racconta. Dopo aver portato avanti alcuni lavori, di è offerto come volontario del servizio civile e si è anche messo a servizio della Comunità 24 luglio che all'Aquila fa attività per disabili. Giocando a calcio (è un difensore) si è anche tesserato con lo United L'Aquila, squadra di Terza categoria che si è sempre contraddistinta per le sue formazioni multietniche e per i suoi progetti di rilevanza sociale. Del resto, il presidente Claudio Del Tosto viene dal mondo dell'associazionismo e dell'accoglienza. Una delle iniziative intraprese dalla squadra aquilana è stata quella di realizzare un'indagine sulla ricostruzione sociale dei paesi del cratere 2009, Il risultato è il docufilm "Contropiede" il coraggio di ripartire, progetto multimediale di 5 puntate, disponibili su YouTube, attraverso alcuni comuni delle aree interne della provincia dell'Aquila. Protagonista del documentario è proprio Bensiaka, Ben per tutti, che per l'occasione ha vestito i panni di giornalista-intervistatore. Bugnara, Campo di Giove, Castel del Monte, Goriano Sicoli, Monticchio, Prata d'Ansidonia, San Gregorio e Santo Stefano di Sessanio sono i luoghi dove si concentra il web-doc. Le interviste sono state realizzate proprio nelle gare in trasferta, tirando in ballo protagonisti della ricostruzione e della ripartenza che hanno avuto il coraggio di scommettere sul proprio paese attraverso attività imprenditoriali, ma anche politiche e sportive.
Un viaggio nei paesi del cratere aquilano, in trasferta con United L'Aquila, per indagare la situazione socio-economica dei borghi colpiti dal sisma del 2009. In queste zone, il calcio è un collante sociale fondamentale per comunità che rischiano lo spopolamento, ma anche un fattore sociale di ripartenza dopo il terremoto del 2009 (e quelli del 2016 e 2017) e come veicolo di inclusione anche di migranti, soggetti con disabilità e marginalità sociali. Il progetto è stato realizzato da alcune organizzazioni sociali come la Fraterna Tau che accoglie numerose famiglie di migranti, in collaborazione con Immagina Aps. Riprese e montaggio sono a cura di Sebastian Alvarez. (fab.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .