Eccellenza, no ai due gironi «Il torneo perde fascino»

Le società bocciano il nuovo format: è una follia, avremo anche meno incassi
PESCARA. No a due gironi di Eccellenza da 10 squadre ciascuno. Il format stabilito dalla Lnd Abruzzo viene bocciato dalle società. Se l’organico rimarrà di 20 squadre, si procederà alla composizione di due gironi da 10 ciascuno con il via al campionato fissato il 4 ottobre. Le prime cinque classificate vengono raggruppate in un girone unico con gare di andata e ritorno: la prima classificata andrà in D, la seconda ai play off nazionali. Le seconde cinque classificate, invece, vengono raggruppate in un girone unico (andata e ritorno) per determinare le due retrocessioni dirette in Promozione e le altre tramite play out. Il campionato a 20 squadre, dunque, non ci sarà. Un girone unico è possibile solo con un organico a 18 squadre. Con due gironi da 10, sarebbero 36 le partite da disputare nella stagione contro le 38 (40 considerando la semifinale e la finale play off) da calendario nel girone unico da 20.
Le reazioni. La stragrande maggioranza delle società è contraria al nuovo format perché si toglierebbe fascino a un torneo nobilitato dalla presenza di Chieti, L’Aquila, Avezzano e Lanciano. «Così il campionato perde di prestigio», spiega il presidente del Chieti Antonio Mergiotti, «si sta creando tutto questo caos per una differenza di quattro partite che potrebbero essere benissimo spalmate nell’arco della stagione. Si faccia un girone unico da 20 o da 18». Pensiero condiviso anche dal presidente dell’Avezzano Gianni Paris. «Questo format è un obbrobrio. Meglio giocare più partite infrasettimanali che avere due gironi da dieci perché così il campionato diventerebbe uno spezzatino all’italiana. Sarebbe l’ennesima decisione scellerata post Covid presa da chi amministra il sistema calcio». Contrario ai due gironi anche il presidente dell’Aquila Stefano Marrelli. «Io rinuncerei per un anno alla coppa Italia regionale e concentrerei tutto sul campionato», spiega il massimo dirigente rossoblù. «Preferiamo un unico girone con la formula classica dei play off e dei play out. Il meccanismo proposto con i due gironi è da rivedere perché chi arriva primo nella fase uno non avrebbe vantaggi rispetto a chi arriva quinto». «Non è ancora chiaro come si svolgerà la stagione in termini di numero di gare e slot infrasettimanali, pertanto è impossibile esprimere un giudizio», risponde Quintino Paluzzi del Delfino FP. «Non consideriamo, inoltre, un primo passo il non allargamento del numero complessivo dei partecipanti tramite numerosi ripescaggi dalla Promozione perché il ripristino del format a 18 per la stagione 2021-2022 non lo rendeva assolutamente ipotizzabile e non sarebbe nemmeno dovuta essere un’ipotesi dato il numero di squadre da retrocedere».
Incassi e turni infrasettimanali. Secondo la federazione, dovendo partire a ottobre, ci sarebbero problemi a terminare la stagione entro maggio con una concentrazione di turni infrasettimanali che sarebbero ingestibili per le società che hanno disponibilità economiche minori e giocatori che lavorano durante la settimana. «Ma i turni infrasettimanali li abbiamo sempre fatti», risponde Sergio Spinelli, presidente della Rc Angolana, «un anno addirittura ne abbiamo fatti cinque, quindi non capisco tutta questa difficoltà di giocare durante la settimana. Dividere il torneo in due gironi significa gestire due campionati diversi: chi è fortunato pesca le città più grandi che portano centinaia di tifosi in trasferta e, quindi, portano incassi alle società ospitanti. C’è poi il grosso problema degli investimenti», conclude Spinelli, «con il nuovo format ci sarebbe un bagno di sangue perché le ultime cinque lotterebbero per non retrocedere e così si andrebbe contro le piccole società». «Fare un campionato a 20 squadre, con società come L’Aquila, Chieti, Avezzano e Lanciano, è qualcosa di irripetibile», sostiene Sabatino Pompa, presidente dello Spoltore. «Un campionato così avrebbe una risonanza superiore anche alla D. Fare due gironi significherebbe perdere l’essenza e il fascino di questo torneo. Lo Spoltore, ad esempio, potrebbe non avere la possibilità di giocare con squadre blasonate come L’Aquila e Avezzano se si dovesse procedere alla suddivisione Chieti-Pescara e L’Aquila-Teramo». «Perché a 18 si può fare un girone unico e a 20 no?», si domanda Giandomenico Rondolone della Torrese, «fare più turni infrasettimanali non è un problema, basta organizzarsi». Anche Pontevomano e Capistrello sono contrari. «Questo format sconvolge tutti gli schemi», dice il presidente teramano Egidio Panetta. «Perché dovrei rinunciare agli incassi contro Chieti o Lanciano?», si domanda Settimio Colangelo, presidente dei rovetani.
Il Nereto controcorrente. Il presidente Filippo Di Antonio è l’unico favorevole. «È un format sensato», spiega il presidente rossoblù, «così si rende il campionato più accattivante ed equilibrato. E da un punto di vista economico consente alle società di pianificare meglio la stagione. È più sostenibile».
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