Ferrario: il Lanciano è più offensivo dell’anno scorso
Il difensore: «Bisogna limitare le disattenzioni nelle retrovie ma la fisionomia della squadra è cambiata: attacca di più»
LANCIANO. Un mese di stop per l’infortunio al flessore rimediato dopo 10 minuti della sciagurata sfida contro il Frosinone. Un mese di rabbia per non poter scendere in campo. Ma ora è pronto per giocare, è pronto per cercare di riconquistare la maglia da titolare, al centro della difesa, che aveva all’inizio della stagione. Stefano Ferrario, 29 anni, alla seconda stagione in rossonero, ha smaltito lo stiramento al flessore rimediato il 20 settembre scorso. Sabato è tornato per la prima volta in panchina, ora è pronto per scendere in campo. Certo è che, viste le buone prestazioni della coppia centrale Aquilanti-Troest, ritagliarsi un posto non sarà facile. «Sono convocabile», ha detto Ferrario, «e sono prono anche a giocare in altri ruoli. Dietro li ho ricoperti un po’ tutti anche il quinto nella difesa a cinque. Addirittura per due anni sono stato terzino destro». Fascia su cui la Virtus è quindi più che coperta avendo a disposizione Conti, che migliora partita dopo partita, Aquilanti e ora lo stesso Ferrario. Virtus che ora torna ad essere coperta anche al centro della difesa visto che oltre a Ferrario è convocabile anche Federico Amenta che, due giorni fa, è tornato ad allenarsi con il gruppo. Ma è difficile che mister D’Aversa cambi i suoi centrali già domani nella sfida al Partenio. Più probabile che qualcuno possa tirare il fiato martedì sera nella sfida al Biondi contro la Pro Vercelli. Ad ogni modo chi sta dentro o fuori deve impegnarsi al massimo, soprattutto nella fase difensiva. «Sono pronto a dare il mio apporto», ha detto Ferrario, «fisicamente, mentalmente e tecnicamente parlando sono convocabile. Poi le scelte le fa il mister. Sulla fase difensiva dico che la squadra si comporta egregiamente. Tanti gol presi? (14, ndc)per me sono stati tanti in una partita sola, quella contro il Frosinone. Se si toglie quella sfida, una debacle, si vede che la nostra non è la miglior difesa del campionato, ma neanche la peggiore. Siamo nella media. Certo, molti gol presi sono per errori di disattenzione. Dobbiamo limitarli per evitare gol come quelli presi col Perugia e Catania. A differenza dell’anno scorso siamo comunque una squadra più offensiva che difensiva. E per evitare che la coperta sia sempre troppo corta, dobbiamo ridurre al minimo le disattenzioni». E contro l’Avellino disattenzioni non ci dovranno essere visto che la squadra irpina sta facendo bene, nonostante la sconfitta rimediata a Bari. «Avellino è un’ottima squadra», ha detto D’Aversa, «migliorata rispetto allo scorso anno perché ha mantenuto la stessa intelaiatura aggiungendo pedine importanti. E’ difficile da affrontare soprattutto in casa dove può contare sull’appoggio di un pubblico molto caldo». Il pubblico al Partenio è il dodicesimo uomo in campo. «La Virtus», ha ripreso Ferrario, «può dire la sua ogni sabato». Ad Avellino D’Aversa non potrà contare solo su De Vita, che ha un problema alla caviglia. Finora il mister ha cambiato pochissimo la formazione. Qualche novità ci potrebbe essere a centrocampo col ballottaggio tra Paghera e Bacinovic. Difficile che D’Aversa rinunci a Di Cecco e Vastola, tra l’altro due ex dell’Avellino. In attacco si candida per un posto anche Alberto Cerri.
Teresa Di Rocco
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