Galano trascina il Pescara: nella ripresa la reazione che piega il Pordenone

2 Settembre 2019

Un’altalena di emozioni e di gol per il primo successo di Zauri Il Delfino soffre i friulani nel primo tempo, meglio nel secondo

PESCARA. Il debutto casalingo del nuovo Pescara assomiglia a un pomeriggio trascorso al luna park sulle montagne russe. Un’altalena di emozioni e di sensazioni finita con il primo successo in campionato di Luciano Zauri. In attesa del bel gioco e di una cornice di pubblico migliore, ecco i tre punti che permettono ai biancazzurri di trascorrere la sosta serenamente alla ricerca di un’identità e di un amalgama di gioco che ieri si sono visti solo a tratti. Vittoria conquistata più con il carattere che con il gioco, che comunque ha premiato la forza di volontà di un gruppo capace di soffrire e di sfruttare gli episodi con cinismo. Biancazzurri poco brillanti nel primo tempo, meglio nella ripresa quando hanno pigiato il piede sull’acceleratore. È stata la domenica di Cristian Galano, la cui doppietta ha fatto la differenza. Il Robben della Puglia ha segnato il primo dei sei gol all’Adriatico-Cornacchia e quello del 2-2 che, nel secondo tempo, ha permesso al Pescara di rientrare in partita. Il Delfino ha mostrato qualche lacuna di troppo nelle retrovie nel primo tempo; a centrocampo solo con il passare del tempo i biancazzurri sono riusciti a prendere le misure ai neroverdi, mentre in attacco Tumminello ha avuto un solo lampo e Di Grazia si è fatto apprezzare solo con il tempo. Un Pescara che comunque ha saputo reagire nei momenti di difficoltà con mestiere. Una formazione rivista e corretta rispetto a quella battuta a Salerno: dentro Masciangelo, Palmiero, Machìn, Di Grazia e Scognamiglio. L’avvio è dei migliori con il rigore assegnato dall’esordiente in B Giovanni Ayroldi di Molfetta per fallo di De Agostini su Galano con lo stesso esterno d’attacco foggiano che ha sbloccato il risultato. All’11’ il pari di Gavazzi con la difesa biancazzurra spiazzata sull’incursione di Pobega sulla sinistra. Il Pescara ha, poi, mostrato difficoltà a fare gioco, facendo scendere i laterali ma non trovando sbocchi sotto rete. Il Pordenone, invece, si è rivelato più manovriero con Chiaretti trequartista che ha creato non pochi problemi. Proprio l’ex del Pescara a fine primo tempo si è procurato il secondo rigore (fallo di mano di Scognamiglio su tiro dell’italo-brasiliano) della giornata, portando i ramarri all’intervallo in vantaggio. Nella ripresa il Pescara ha usato più mestiere, quello che è mancato alla matricola friulana. Al 5’ il 2-2 firmato di nuovo da Galano, il cui taglio da destra e il tiro di sinistro, su assist di Memushaj, hanno sorpreso sul tempo il portiere Bindi. Il pari ha dato fiducia alla squadra di Zauri che al 20’ ha tirato fuori Machìn per Kastanos. Sfida sul filo dell’equilibrio con il Pordenone che forse si è fatto preferire sul piano del gioco, ma che ha pagato dazio all’errore del suo capitano De Agostini, al 26’, subito sfruttato da Tumminello (fino a quel momento un po’ avulso dal gioco) sotto porta. È stato l’episodio che ha indirizzato la partita e sul quale il Pescara ha costruito il successo. Una gara strana con tanti gol e con i portieri impegnati seriamente soltanto nel finale. La reazione dei neroverdi è stata veemente: Pobega in due occasioni manda la palla di poco a lato. Il Pescara, però, non è mai andato in affanno di fronte al forcing finale del Pordenone e in pieno recupero ha calato il poker con un diagonale di Luca Palmiero che ha mandato la palla sotto la traversa. Una chiusura con le bollicine di un pomeriggio destinato a diventare una tappa importante nel processo di crescita di una squadra ancora da assemblare. Ancora alla ricerca di un’identità. La prestazione caparbia e il successo rappresentano una base solida su cui lavorare. Indicazioni incoraggianti che dovranno diventare certezze con il tempo.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA