Garoppolo, la stella Usa con la bisnonna vastese

Il quarterback dei San Francisco 49ers discendente di emigranti italiani guadagna 137,5 milioni di dollari (in cinque anni) ed è l’erede di Joe Montana
VASTO. Da giovedì scorso è scoppiata la Garoppolo-mania. A Vasto sono tutti a caccia degli avi di uno degli sportivi più famosi e pagati negli Stati Uniti, Jimmy Garoppolo, 28 anni, quarterback dei San Francisco 49ers della National Football League. Da quando giovedì scorso un servizio realizzato da Giovanni Marino su Repubblica ha rivelato la discendenza di Garoppolo. Che in questo momento negli Stati Uniti è famoso per le sue prestazioni, per il fatto che è in corsa per il Superbowl e perché è sotto contratto con i San Francisco 49ers per cinque anni per 137,5 milioni di dollari. Al cambio in euro oltre 123 milioni. Tanta roba e altrettanta popolarità.
Le radici portano in Italia e più precisamente a Vasto, così come sbandierato orgogliosamente dalla stessa famiglia. E dalla scorsa settimana è iniziata la ricerca per capire dove portano le radici di Garoppolo. Intanto, a Vasto non c’è nessuno con questo cognome. Infatti, nell’albero genealogico Vasto compare laddove si individua la bisnonna del regista della Nfl, Elena Teutonico.
In Comune c’è l’atto di nascita secondo il quale è venuta alla luce il 9 novembre del 1904. Da Vasto si sarebbe poi spostata. Secondo alcune ricostruzioni a Santa Maria Capua Vetere. I genitori di Jimmy Garoppolo sono mamma Denise (poliziotta) e papà Tony (elettricista a Arlington Heights, un sobborgo di Chicago, nell’Illinois), discendenti della famiglia Marcello che sarebbe il trait d’union con Elena Teutonico. Sta di fatto che oggi Garoppolo è una delle stelle della Nfl, alla stregua di un Cristiano Ronaldo per la serie A. Sembra l’erede di Joe Montana che negli anni Ottanta dettava legge con i suoi 49ers. I tifosi stravedono per il paisà con la maglia numero 10 figlio di un elettricista. E lui ringrazia per l’accostamento, ma preferisce mettere le mani avanti: «Gioco quarterback nei 49ers e ho radici italiane come lui, ma per il momento fermiamoci qua». Lo chiamano Jimmy G in America; in bacheca ha due Superbowl vinti e un passato fatto di sacrifici e ostacoli.
La mamma avrebbe preferito si dedicasse al calcio, molto meno pericoloso del football americano. Ma Jimmy aveva talento. Inizia a giocare in difesa al liceo, linebacker nei Mustangs della Rolling Meadows. Ma subito l’allenatore lo sposta a quarterback affidandogli le chiavi della squadra. Sangue freddo e scaltrezza.
Il piccolo paisà frequenta l’università, con i Panthers di Eastern Illinois e la stessa maglia di Tony Romo, quarterback per 13 stagioni dei Dallas Cowboys. Nell’ultimo anno al college vince il Walter Payton Award, premio per il miglior giocatore offensivo. Poi la chiamata dei Patriots, i numeri 1.
Nel 2014 era stato scelto al secondo giro dalla squadra più forte degli ultimi anni, i Patriots del New England, con la prospettiva di diventare l’erede di Tom Brady, uno che ha conquistato sei Superbowl. Non se ne fa nulla perché il 42enne Brady illumina ancora l’attacco dei Patriots. E così Garoppolo il 30 ottobre di due anni fa va in California. Il 26 novembre entra al posto di C.J. Beathard, il titolare finito all’ospedale, e inizia a costruire la sua carriera a suon di passaggi da touchdown.
Talmente bravo Jimmy G che i 49ers decidono di investire su di lui riempiendolo di dollari: 137,5 milioni in cinque anni. Conto in banca sistemato. E uno status da personaggio pubblico che lo mette sotto i riflettori: i siti di gossip gli attribuiscono una donna dopo l’altra. «La mia vita è cambiata, so di essere sempre sotto il microscopio», ha ammesso in una delle interviste concesse.
«Vivere la vita un giorno alla volta» è il suo slogan di vita. Ha fisico (188 centimetri per 102 chili), braccio, coraggio e la capacità dei grandi quarterback di restare freddo e fare la scelta giusta anche quando vieni pressato dagli avversari. Ha sangue italiano e a San Francisco i tifosi sognano di vivere con lui un’altra età dell’oro. Intanto a Vasto prosegue la caccia agli avi in attesa di nuove indicazioni dagli States.
(ha collaborato
Paola Calvano)
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