Gol, basket e politica: «Pescara, ti racconto il mio calcio a 5 Stelle»

13 Marzo 2015

Il “sindaco” biancazzurro Sansovini visita la redazione del Centro: «La pallacanestro il primo amore, voto Grillo e sogno la A»

PESCARA. Il “sindaco” in redazione. L’attaccante del Pescara Marco Sansovini ieri mattina ha visitato la sede de il Centro, in via Tiburtina, a Pescara. Il bomber biancazzurro ha incontrato il direttore Mauro Tedeschini e i giornalisti, parlando di calcio e tanto altro. Ecco il sunto della chiacchierata in redazione.

Marco Sansovini, per i tifosi "il sindaco" di Pescara. Ma, se fosse davvero sindaco, cosa farebbe per la città?

«Rimetterei in ordine la viabilità e cercherei di migliorare la condizione delle strade».

Renzi o Berlusconi?

«Nessuno dei due»

Per chi ha votato alle ultime elezioni?

«Sono un grillino. Quelli del Movimento 5 Stelle sono gli unici che fanno qualcosa di concreto per questo Paese. Loro vanno oltre la solita politica. Sono puliti e fanno le cose per l'interesse della collettività».

Rispetto al Sansovini 2.0, ovvero quello della promozione in serie A, come è cambiato?

«A 34 anni devo gestirmi, cambia anche l'alimentazione e il modo di allenarsi. Ci si cura di più».

Se non avesse fatto il calciatore?

«Probabilmente mi sarei iscritto all'università e poi avrei cercato un lavoro. Di certo, avrei continuato gli studi».

Il suo sportivo preferito?

«Alex Zanardi, uno che non molla mai. Nonostante tutto quello che gli è successo ha sempre il sorriso sulle labbra. Davvero una persona eccezionale».

Hobby?

«La famiglia. Dedico il tempo libero a mia moglie e mia figlia. Amo il basket e sono tifosissimo della Virtus Roma. Seguo tutte le partite in tv e quando posso vado anche al PalaLottomatica. Nel mio primo anno a Pescara andavo spesso a Roma e portavo con me qualche compagno di squadra, ma andavo a vedere anche il Teramo quando era in A. Da bambino ho giocato a pallacanestro, ero un play, ma segnavo pochi punti. Poi, ho scelto il calcio. Il mio cestista preferito è Gigi Da Tome».

Parliamo di Verratti. Lei lo ha visto debuttare in prima squadra nel 2007 e lo ha lasciato dopo la promozione in A con Zeman. Se l'aspettava che potesse raggiungere certi livelli?

«Era un fenomeno già a 15 anni. Non mi meraviglio se adesso gioca in un club blasonato come il Psg. Mi spiace che la nostra serie A si sia fatta sfuggire un talento del genere. In Italia, purtroppo, si punta poco sui giovani, che spesso vanno all'estero perché ci sono campionati che hanno un appeal completamente diverso e hanno l'opportunità di mettersi in vetrina, oltre che guadagnare bene».

Lei è romanista. Totti il suo idolo?

«Si, ma quest'anno sta andando male. La Juve è più forte. Vincere a Roma è molto difficile. Uno scudetto a Roma vale 10 scudetti in altre piazze. Totti è l'idolo di tutti, ma il mio giocatore preferito è stato Ruggiero Rizzitelli».

Terzo marcatore della storia del Pescara con 53 reti segnate. Il gol più bello?

«I gol più belli sono tre: quello al Catania di quest'anno, contro il Gubbio, nell'anno di Zdenek Zeman, e quello segnato al Verona quando eravamo in Lega Pro».

Rimpianti?

«La serie A. Una cosa che mi manca. Mi piacerebbe fare anche una sola presenza. Mai dire mai…»

Magari con il Pescara il prossimo anno?

«Calma, ci sono ancora 12 partite davanti e può succedere di tutto. Puntiamo ai play off e poi vedremo quello che succederà. C'è un bel gruppo e l'intesa tra di noi cresce giorno dopo giorno».

Se lo sarebbe mai aspettato di tornare qui?

«Sinceramente avevo perso tutte le speranze. A gennaio, poi, quando il mio agente mi ha detto che c'era questa possibilità, non ho esitato. Sì immediato. Pescara è casa mia, sto più qui che a Mantova, la città di mia moglie Greta, dove risiedo».

Che marito è?

«A casa cerco di rendermi utile. Non sono un fenomeno in cucina, ma quando posso mi diletto ai fornelli. Il piatto che mi riesce meglio? Il risotto allo zafferano».

Lei e Greta, sua moglie, dove vi siete conosciuti?

«In vacanza, a Formentera. È stato un colpo di fulmine, ci siamo fidanzati subito e poi ci siamo sposati»

Mare o montagna?

«Amo il mare, ma anche la montagna. Adoro la Sardegna e vado spesso in vacanza lì».

Zeman, Di Francesco e Lerda. Tre allenatori che hanno rappresentato molto per lei.

«Zeman è un grande. Quando è arrivato mi sono messo subito a completa disposizione. Tra me e me mi sono detto: "Con lui segnano tutti, perché non dovrei farlo anche io?". È andata bene. L'allenatore che mi ha dato di più, però, è stato Eusebio Di Francesco. Con lui ho avuto un rapporto splendido. E' un grande tecnico e sta dimostrando di meritare la serie A. Anzi, credo proprio che sia pronto per il grande salto su una panchina prestigiosa tipo quella della Fiorentina. Lerda, invece, è un grande motivatore».

Di Marco Baroni cosa pensa?

«Un tecnico che mi piace. E' meticoloso, gran lavoratore e insegna calcio»

Il giovane più forte della B?

«Gaston Brugman. È quello che mi ha impressionato di più».

Con Federico Melchiorri si sta intendendo alla grande, vero?

«Si. Federico è un bomber di razza e ha una potenza fisica impressionante. Può fare sia la prima che la seconda punta e merita di giocare in A».

Qual è la squadra che gioca meglio?

«A me è piaciuto il Brescia quando c'era Ivo Iaconi, ma anche il Pescara non scherza. Poi dico il Crotone, dove si vede tantissimo la mano dell'allenatore, e il Bologna».

Come si batte il Carpi?

«Possiamo vincere solo avendo il loro stesso ritmo».

Lei è in prestito dall'Entella, ma le piacerebbe essere riscattato dal Pescara a giugno?

«Spero che a fine anno il Pescara mi riscatti. Tengo tanto a questa maglia. Vorrei chiudere la carriera qui e poi mi piacerebbe fare l'allenatore, magari iniziando proprio nel Pescara. Questa è la mia seconda casa e non nascondo che vorrei vivere qui».

I primi soldi guadagnati da calciatore come li ha spesi?

«Ho comprato una macchina, una Volkswagen Polo. Poi ho fatto degli investimenti comprando casa e altri immobili».

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