Gravina: chiedo scusa agli italiani, ma è un elettroshock necessario

30 Gennaio 2018

ROMA. L'esito che, almeno a parole, tutti avrebbero voluto evitare, si è materializzato nella lunga giornata di Fiumicino, dove doveva decollare una nuova stagione e invece si sono schiantate le...

ROMA. L'esito che, almeno a parole, tutti avrebbero voluto evitare, si è materializzato nella lunga giornata di Fiumicino, dove doveva decollare una nuova stagione e invece si sono schiantate le speranze di un rinnovamento della Federcalcio e di tutto un sistema. La parola più usata alla vigilia era convergenza, la seconda sconfitta se la prima non avesse trovato realizzazione. E sconfitta è stata, come certifica Damiano Tommasi a caldo, dopo quasi 24 ore no stop di incontri e trattative concluse con la scelta di votare scheda bianca con la sua Aic. «Per il nostro percorso abbiamo deciso di non esprimere il nostro voto: certamente è una sconfitta e sicuramente ci sarà il commissario», ha detto il rappresentante dei calciatori, chiosando che forse «non è un caso che siamo fuori dal mondiale ed è giusto che qualcuno di esterno ci metta mano».
Gabriele Gravina è amareggiato per una conclusione che a sua volta aveva cercato di evitare e chiede «scusa a tutti gli italiani», ma parla di «elettroshock che ci voleva». Aria di sconfitta annusava anche il presidente del Torino, Urbano Cairo, impegnato a far convergere «buona parte» dei voti della serie A su Gabriele Gravina, n.1 della Lega Pro. «Il commissariamento significa rinunciare a trovare una soluzione condivisa per far ripartire il calcio. Avere una persona esterna mi sembra una cosa negativa che non mi piace». Così invece sarà. Più diretto il presidente della Samp, Ferrero, secondo cui il calcio italiano ha fatto una «figura di c..ca». «È stata una perdita di tempo e una rottura, come avevo previsto. Lo sapevo che finiva così. Il calcio va ricostruito dalle fondamenta», dichiara invece il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. Dopo la certificazione del commissariamento, l'esercito in rotta dei rappresentanti del calcio italiano lascia il campo ad un nuovo padrone. «Peggio di così...», commenta sconsolato Gianni Rivera, mettendo l'ultima pietra su una giornata da dimenticare.