Gyomber: io attaccante? No, ho i piedi di legno
Il difensore con un passato da centravanti è cresciuto con il mito di Zidane: «L’infortunio è solo un ricordo, abbiamo dimostrato di avere carattere»
PESCARA. Parola a Norbert Gyomber. Il 24enne slovacco di proprietà della Roma, è finalmente tornato a disposizione di Oddo, dopo l'infortunio al perone durante la sfida con la Lazio del 17 settembre scorso.
Rispolverato nella gara di Coppa Italia persa malamente con l'Atalanta, Gyomber è tornato titolare anche in campionato nella gara contro il Cagliari, pareggiata all'ultimo respiro con un guizzo di Caprari. Nato a Revuca, piccola città slovacca di circa 13.000 abitanti, il 3 luglio del 1992, Gyomber nasce calcisticamente come punta centrale, complice anche le sue lunghe leve: «Ho iniziato a giocare nella squadra della mia città, Revùca, come attaccante e facevo anche tanti gol. Poi, mi sono trasferito al Dukla Banská Bystrica a 14 anni, in una città molto più grande, dove ho esordito per la prima volta tra i professionisti e ho iniziato a fare il difensore. In Slovacchia ho giocato per circa otto anni, per poi arrivare in Italia al Catania».
Visto l'esperimento Zuparic riferimento offensivo negli ultimi minuti con il Cagliari, Gyomber potrebbe essere una "soluzione" e scherzando ha confessato: «Non ho mai chiesto al mister di giocare in avanti (ride). Secondo me ho i piedi di legno».
Tornando alla gara di domenica, il pareggio acciuffato nel finale ha ridato fiducia alla truppa di Massimo Oddo: «Pareggio importantissimo per noi, anche perché il gol è arrivato negli ultimi minuti di gioco. Sabato affrontiamo una gara difficilissima in trasferta, a Crotone, e dobbiamo riportare i tre punti a Pescara. Si può fare sempre meglio e sono felice di essere tornato dopo due mesi di stop. Avevo tanta voglia di dare una mano alla squadra e spero di esserci riuscito; peccato non aver vinto con il Cagliari».
Che la lotta per la salvezza sia un affare a quattro è oramai ben chiaro. In questa sorta di mini-torneo il Pescara dovrà spuntarla su tutte per mantenere la categoria: «Bisogna arrivare primi tra queste quattro squadre. Tutti nello spogliatoio abbiamo la convinzione di poterci riuscire e faremo di tutto per conquistare la salvezza. Ho affrontato il Crotone già ai tempi del Catania, ed è un campo difficilissimo. Per noi vale tantissimo questa gara, anche se mancano ancora tante partite da qui alla fine. E' comunque uno scontro diretto e faremo il possibile per riportare a Pescara i tre punti».
Con il Cagliari si è rivista anche una squadra di carattere. «Forse in queste ultime partite ci è mancato un po’ di carattere, nonostante le belle prestazioni. Domenica abbiamo dimostrato di avercelo, lottando per tutta la gara, mettendoci tanta grinta, fino alla fine».
Ragazzo umile e di sani principi, Gyomber è arrivato in riva all'Adriatico per consacrarsi in serie A, dopo aver trovato poco spazio nella Roma, squadra che detiene il suo cartellino: «La città mi piace tantissimo e vivo qui insieme alla mia fidanzata. Sono venuto per poter giocare di più e dare una mano alla squadra per raggiungere la salvezza. Ogni giorno cerco di dare sempre il massimo negli allenamenti per potermi migliorare. Spero che i tifosi ci seguano in tanti sabato nella gara di Crotone; sono fondamentali per noi».
Non solo calcio però, per il centrale slovacco che segue con passione anche altri sport: «Mi piace molto guardare il basket, soprattutto l'NBA e la pallavolo. Quando ero più giovane e facevo l'attaccante, avevo come modello Zinedine Zidane. Il più forte in assoluto».
Riccardo Di Persio
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