I club contro la Fip: la quinta rata delle tasse federali è una mazzata

PESCARA. C’è fibrillazione nel mondo della pallacanestro. Un malcontento latente tra le società alla luce dei provvedimenti adottati dalla federazione a seguito dell’emergenza coronavirus che ha...
PESCARA. C’è fibrillazione nel mondo della pallacanestro. Un malcontento latente tra le società alla luce dei provvedimenti adottati dalla federazione a seguito dell’emergenza coronavirus che ha determinato (anche) la sospensione dei campionati. I club - non solo in Abruzzo - in particolare sono in fermento per la richiesta di pagamento della quinta rata delle tasse federali entro il 27 maggio. Un pagamento sospeso il primo marzo scorso e ora riproposto dalla federazione. Che, nei giorni scorsi, ha ufficializzato anche un pacchetto di agevolazioni per la prossima stagione. Su questo apparente controsenso ha posto il mirino Valerio Di Battista, dg del Lanciano basket (serie C Gold). «La federazione annuncia che taglierà alcune tasse per la prossima stagione», ha detto, «e intanto chiede alle società i soldi subito, a fine maggio. Non sarebbe stato logico non far pagare adesso e per poi chiedere soldi tra qualche mese?». L’obiezione è che la rata delle tasse federali è stata già pagata da alcune società. E comunque si riferisce a prestazioni già erogate, secondo la Fip. «Se la federazione vuole aiutare le società manda a credito chi ha già ottemperato alla richiesta e dà ossigeno a chi non ha pagato. Di aiuto abbiamo bisogno ora, non tra qualche tempo», la replica del dirigente frentano che aggiunge: «Come si fa a parlare di tasse già maturate se i campionati non sono stati portati a termine?». Di Battista, poi, punta l’indice verso i premi Nas, ovvero la tassa da pagare annualmente per il tesseramento di un giocatore cresciuto in un altro club. I soldi finiscono nelle casse di chi ha lanciato il giocatore e in una percentuale minima alla federazione. «La Fip incassa una percentuale su tutti e l’intera tassa per quei giocatori cresciuti o in squadre straniere oppure in club che non sono più affiliati». E poi l’affondo: «Se si vogliono aiutare i club c’è bisogno di rivedere questo obolo». Sulla stessa lunghezza d’onda Roberto Nardecchia, presidente del Nuovo Basket Aquilano, già firmatario di una lettera aperta polemica nei confronti del presidente Gianni Petrucci: «Il malcontento è diffuso. La mia lettera aperta ha avuto una vasta eco tra le altre società. La quinta rata è solo la punta di un iceberg. Sono arrivati dei provvedimenti che sembrano quasi fumo all’occhio. Si parla dell’abolizione della tassa di iscrizione e della tassa di affiliazione. Ma i veri nodi sono le tasse gara da ridurre e i premi Nas legati a giocatori di club non più affiliati o ad atleti stranieri, che la Fip incamera senza motivo dalle società. Se non saranno ricalcolati al ribasso sarà dura andare avanti. Si parla di altre iniziative», sostiene il dirigente aquilano, «mi chiedo: perché non renderle note visto che siamo in fase di predisposizione di budget per la prossima stagione e i dirigenti hanno bisogno di sapere quali saranno le tasse da pagare?». Nardecchia allarga il discorso. «La federazione deve prendere atto che non può più mantenere un apparato sovradimensionato in un momento in cui bisogna far quadrare i conti e in cui il sistema economico italiano è messo a dura prova dall’emergenza sanitaria da Coronavirus. Certi costi di gestione vanno ridimensionati in modo tale da alleggerire la pressione sulle società».
Ermanno Ruscitti, presidente dell’Adriatica Press Teramo, sorride: «Avevamo chiesto l’annullamento della quinta rata nel documento delle società di serie B che chiedeva la sospensione dei campionati, appena scoppiata la pandemia. A distanza di settimane ci sono stati richiesti questi soldi. E noi abbiamo rilanciato dicendo che avremmo gradito un dilazionamento dei tempi di pagamento. Magari in un anno. E, invece, su questo fronte c’è il muro. Mi dispiace constatarlo in un momento di grave difficoltà del sistema Paese e del basket».
Da Teramo a Giulianova la stessa musica. «Abbiamo bisogno di ossigeno», implora Carlo Tribuiani, presidente del club giallorosso. «Chiedere soldi non è una scelta di buon senso. Io sarei per posticipare questo pagamento (la quinta rata delle tasse federali, ndr), se proprio la federazione non può farne a meno». (r.c.)
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